La Grande Promessa, il suo fallimento e nuove alternative (da Avere o Essere di Erich Fromm)

La fine di un’illusione

La Grande Promessa di progresso illimitato – vale a dire la promessa del dominio sulla natura. di abbondanza materiale, della massima felicità per il massimo numero di persone e di illimitata libertà personale – ha sorretto le speranze e la fede di generazioni che si sono succedute a partire dell’era industriale.

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E’ infatti innegabile che l’era industriale non sia riuscita a esaudire la Grande Promessa, e un numero sempre crescente di persone sta oggi rendendosi conto di quanto segue:

  • La soddisfazione illimitata di tutti i desideri non comporta il vivere bene, nè è la strada per raggiungere la felicità o anche soltanto il massimo di piacere.
  • Il sogno di essere padroni assoluti delle nostre esistenze ha avuto fine quando abbiamo cominciato ad aprire gli occhi e a renderci conto che siamo tutti diventati degli ingranaggi della macchina burocratica, e che i nostri pensieri, i nostri sentimenti e i nostri gusti sono manipolati dai governi,dall’industria e dai mezzi di comunicazione di massa controllati dagli uni e dall’altra.
  • Il progresso economico è rimasto limitato ai paesi ricchi, e il divario tra nazioni ricche e nazioni povere si è più che mai ampliato.
  • Lo stesso progresso tecnico ha avuto come conseguenza il manifestarsi di pericoli per l’ambiente e di rischi di conflitti nucleari,e sia gli uni sia gli altri,agendo isolatamente o insieme, possono mettere fine all’intera civiltà e forse anche ad ogni forma di vita.

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Perchè è Fallita la Grande Promessa?

Il fallimento della Grande Promessa, a parte le contraddizioni economiche di fondo dell’industrializzazione, è intimamente connesso al sistema industriale in ragione dei due principali presupposti psicologici della Grande Promessa:

  1. che lo scopo della vita sia la felicità,vale a dire il massimo piacere,inteso quale soddisfazione di ogni desiderio o bisogno soggettivo che una persona possa avere (edonismo radicale);
  2. che l’egotismo,l’egoismo e l’avidità, che il sistema non può fare a meno di generareper poter funzionare, conducono all’armonia e alla pace.

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La necessità economica di una trasformazione dell’uomo

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La necessità di un cambiamento dell’uomo, non costituisce soltanto un’esigenza etica e religiosa, non è frutto unicamente di un’aspirazione psicologica derivante dalla natura patogena del nostro carattere sociale, ma è anche la condizione per una mera sopravvivenza della specie umana. Il viver bene non rappresenta ormai da un pezzo la soddisfazione semplicemente di un’esigenza di carattere etico o religioso: per la prima volta nella storia, la sopravvivenza fisica della specie umana dipende dalla radicale trasformazione del cuore umano. D’altro canto, una trasformazione del cuore umano è possibile solo a patto che si verifichino mutamenti economici e sociali di drastica entità, tali da offrire al cuore umano l’occasione per mutare e il coraggio e l’ampiezza di prospettive necessari per farlo.

 

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