Perchè Berlusconi vuole la separazione delle carriere in magistratura.

 

Innanzi tutto vorrei premettere che quanto sto per esporre è frutto delle lucide considerazioni fatte da Bruno Tinti, che è stato Procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. E’ che potete trovare per intero su “La Questione Immorale” di Bruno Tinti ( sottotitolo :  Perchè la Politica vuole controllare la magistratura). Segue un mio breve riassunto.

Per scandagliare le motivazioni che muove la politica, nel voler separare la carriera di un Pubblico Ministero, da quella di un normale Giudice, iniziamo con l’analizzare cosa dice la Costituzione Italiana in merito alle Carriere dei Magistrati.

Cosa dice la Costituzione

Art.104 La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

Art.107 I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

Cioè Giudici e Pubblici Ministeri sono Magistrati, sono diversi solo per il lavoro che fanno, godono entrambi delle medesime garanzie di autonomia, indipendenza, inamovibilità.

Perchè questo concetto è tanto importante? Ovviamente perchè, un magistrato non autonomo è un controsenso, in quanto il suo lavoro consiste nel stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato secondo i dettami della legge senza alcuna influenza esterna.

Questo principio non è stato inserito nella costituzione casualmente. I Padri Fondatori conoscevano benissimo l’animo umano, e meglio le tentazioni a cui sarebbe potuta cadere la classe politica; e cioè quello di stabilire lei, cosa è giusto e cosa è sbagliato,indipendentemente dalla legge ma guidata da parametri di convenienza politica, o ancora meglio stabilire se è il caso di procedere o no verso il potente di turno.

Quindi perchè la classe politica vuole che il Pubblico ministero non sia più un magistrato? Perchè se è alle sue dipendenze,può decidere o meno di indagare sul politico di turno, e a questo punto puoi avere il Giuduce più onesto del mondo, tanto i processi non arriveranno mai a lui.

Le motivazioni addotte dalla classe politica per giustificare la separazione delle carriere, e cioè quella di mettere sullo stesso piano difesa e accusa, trasformando il Pubblico Ministero da Magistrato in avvocato dell’accusa è ovviamente una puerile bugia, che si ammanta di un ideale giusto, che in realtà non manca nell’attuale sistema giuridico, per nascondere il vero motivo di questo desiderio ossesionante: controllare i processi.

E’ evidente che se il Pubblico Ministero diventa un avvocato agli ordini del Governo, questo farà i processi che il Governo gli dice di fare, e ancora peggio potrebbe accadere di fare processi che il Governo gli ordina di fare.

Analiziamo brevemente, perchè è una sciocchezza far credere di voler tutelare l’impuatato con la separazione delle carriere: Attualmente al Pubblico Ministero interessa solo tutelare il diritto della collettività, non ha nessun interesse a dichiarare colpevole o innocente un imputato, in quanto non è un avvocato ne della difesa e ne della parte avversa. Quindi se l’imputato non è colpevole il Pubblico Ministero ha l’obbligo di chiedere che venga assolto. Quindi oggi in completa autonomia, ed in base alle leggi e alle prove a disposizione un Pubblico Ministero cerca di stabilire se l’impuato è innocente o colpevole; quindi riveste sia il ruolo di accusatore che di difensore, nel caso in cui dalle indagini emerga l’innocenza dell’imputato o non si riesca a provare la colpevolezza.

In conclusione: Oggi in Italia abbiamo una classe politica (larga parte di essa) tutta impegnata a difendere la loro impunità; questo significa morte della legalità e senza legalità non c’è democrazia e senza democrazia significa che ci troviamo in un regime.

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