Inceneritore di Modugno: altra lettera dei Verdi al latitante Vendola

 

pubblicata da Mauro Miccolis il giorno lunedì 26 luglio 2010 alle ore 19.58

Al Presidente della Regione Puglia
Nichi Vendola
e p.c. All’Assessore all’Ambiente
della Regione Puglia
Lorenzo Nicastro
e p.c. All’Assessore Risorse umane e sport
della Regione Puglia
Maria Campese
Chiar.mo Presidente,
Le scrivo a seguito della mia precedente del 25 maggio u.s. della quale ad oggi non ho ricevuto ancora alcun Suo riscontro.
La motivazione che mi spinge ad essere sempre più insistente con Lei riguardo l’inceneritore di Modugno è ora strettamente legata ad una Sua intervista visibile su youtube al seguente link http://www.youtube.com/watch?v=Xf9NziA7OsU e il cui contenuto mi limito a definire sconcertante.
Voglio credere nella Sua buona fede ma le Sue dichiarazioni rilasciate nella stessa intervista presentano una palese disattenzione al problema e mostrano una Sua completa ignoranza (da ignorare, ossia non conoscere) del procedimento stesso.
Cercherò di sintetizzarLe le inesattezze e le abnormità più evidenti delle Sue affermazioni riportando in 10 punti le Sue testuali parole e di seguito le mie modeste osservazioni al riguardo.
1) “Nel piano rifiuti pubblici ho cancellato tutti gli inceneritori (…) quelli di parte privata appartengono alle normative nazionali e comunitarie (…) Non posso cancellarli ma ho possibilità di farli inciampare”.
Mi domando: come mai Lei vorrebbe far “inciampare” i procedimenti degli inceneritori privati salvo mantenere in piedi una procedura di VIA palesemente irregolare in relazione all’inceneritore di Modugno malgrado le numerose segnalazioni giunte anche dallo scrivente Partito?
2) “Ho consentito a Modugno un termovalorizzatore di ultima generazione di 10 Mgw”.
Preciso che Lei, o meglio la Sua Commissione V.I.A. regionale ha autorizzato l’inceneritore nel settembre 2007 (concedendo in violazione a norme della Comunità Europea la V.I.A.), ma poi dopo un mia denuncia riguardante una violazione legata al diritto di partecipazione al procedimento ed il conseguente intervento della Magistratura è stata annullata (in autotutela) la prima Valutazione Impatto Ambientale. Attualmente risultano indagate quattro persone tra cui il dirigente regionale del settore ecologia dott. Luca Limongelli e, ad oggi, il procedimento è privo di Valutazione d’Impatto Ambientale! Lei saprà certamente che il progetto a cui inizialmente era stata rilasciata la VIA era tanto obsoleto che la stessa Ecoenergia, anche a seguito delle nostre osservazioni ne ha presentato un altro che, comunque, non rispetta le BAT (Best Aivable Tecnology) ossia le Migliori Tecnologie Disponibili, così come previsto dalle Leggi della Comunità Europea!
3) “I miei tecnici stanno studiando……. (Vedelago)”.
Lei fa studiare un sistema semplice che punta tutto sulla differenziata ed il riciclo, mentre in pratica applica tutto il contrario, cioè l’incenerimento. Come dire Lei “predica bene ma razzola male”.
4) “Sono procedimenti autorizzativi perfezionati”.
Su questo punto ci sarebbe da approfondire e spero di avere l’occasione di farlo magari in un incontro pubblico, e La invito, ancora una volta, ad analizzare il procedimento di V.I.A. relativo sempre all’inceneritore di Modugno e le relative osservazioni presentate dal sottoscritto. Comunque Le sintetizzo solo alcuni vizi del procedimento:
a) completa assenza in capo alla società proponente (Ecoenergia srl del gruppo Marcegaglia) della titolarità/propietà dei suoli;
b) assenza di titolo a costruire per revoca dei permessi rilasciati nel 2003 e nel 2007 dal Comune di Modugno;
c) violazione dei termini perentori ex L. R. 11/2001 per la presentazione della documentazione richiesta;
d) assenza di Nulla Osta paesaggistico su aree sottoposte a relativi vincoli;
e) incompletezza della documentazione – sia pur depositata oltre i termini;
f) Parere negativo espresso dall’ARPA Puglia;
g) Assenza di procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale.
5) “Nella fase transitoria un complesso di 10 Mgw non è niente”.
Cosa Lei intendesse dire con la definizione “fase transitoria” credo che forse non lo potrà mai spiegare, ma ciò che è opportuno chiarire è l’aspetto che l’impianto da 10 Mgw brucia 90.000 tonnellate all’anno di materiale emettendo nell’aria quantità enormi di sostanze altamente inquinanti e nocive per la salute dell’uomo oltre che per l’intero ecosistema. Pertanto è sul dato del materiale combusto che si valuta la grandezza dell’impianto e l’impatto ambientale conseguente e non sui 10 Mgw di energia recuperata che, in effetti, sono poca cosa e quindi confermano – invece – esattamente l’inutilità dell’impianto come generatore di energia.
6) “C’è il controllo quotidiano della mia Arpa che è quella che ha il più grande, uno dei più grandi epidemiologi al mondo”.
Concordo sul giudizio che Lei nutre per l’Arpa Puglia e sul cui operato esprimo massima fiducia, ma trovo davvero singolare il fatto che Lei – pur nutrendo cotanta considerazione per il lavoro svolto dallo staff di epidemiologi dell’Arpa – non tiene assolutamente conto del loro parere, anzi fa esattamente il contrario di ciò che Essi prescrivono. Infatti in data 04/11/2009 l’Arpa puglia ha presentato, nell’ambito del procedimento per l’inceneritore, presso l’assessorato all’ecologia della Regione Puglia con prot. AOO089 – 12130 uso studio di 36 pagine a firma di 15 dottori ricercatori esperti in materia ambientale, dove evidenziano che l’impianto non rispetta le BAT e pertanto viola le Leggi Comunitarie, che la criticità del territorio (numerosi sforamenti oltre i limiti di legge) imporrebbe un immediato risanamento (previsto per Legge e di competenza proprio delle Regioni), l’assenza di procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale, e pertanto concludono con queste testuali parole:
“Arpa Puglia esprime parere contrario alla realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione proposto dalla Ditta Ecenergia S.r.l.”.
7) “Io ho una produzione di diossina grazie ai contadini che bruciano i copertoni”.
Non Le sembra di essere un po’ ingeneroso verso la classe sociale contadina accusandola genericamente di una responsabilità che al contrario va certamente attribuita al settore industriale? E poi se ha scoperto dei contadini che hanno fatto ciò che Lei afferma, perché non li ha denunciati? Insomma alla fine vorrebbe quasi concludere dicendoci: “abbasso i contadini e viva Marcegaglia”?
8) “Molto più grave di un termovalorizzatore da 10 Mgw è un impianto turbogas da 120Mgw, ma io non l’ho potuto bloccare a Modugno”.
ntanto la centrale a turbogas a cui Lei fa cenno non è da 120 Mgw bensì da 760 Mgw e, a tal proposito, mi preme ricordarLe che anche quel procedimento pare sia stato costellato da numerose irregolarità come ad esempio l’assenza in capo all’impianto dell’ Autorizzazione Integrata Ambientale! Mentre per quanto riguarda l’impatto ambientale sono entrambi notevolmente pesanti, infatti come già chiarito al punto 5 la pericolosità di un inceneritore non si misura dai Mgw di energia recuperati ma dalla tipologia e dalla quantità di materiale combusto.
Inoltre anche per questo impianto, autorizzato col decreto sblocca-centrali del governo Berlusconi, nella VIA di competenza nazionale non si è tenuto conto degli impatti cumulativi, violando le direttive della Comunità Europea.
9) “Col procedimento finito non posso dire ai pugliesi pagherete 150 milioni di euro. Compreso il problema che rischio io penalmente, civilmente e dal punto di vista del giudice contabile”.
Il procedimento non è assolutamente concluso, bensì viene tenuto illegittimamente aperto dalla Commissione VIA che anziché intimare alla società proponente di conformarsi alle norme Comunitarie che prevedono la valutazione degli impatti cumulativi nel SIA del proponente e di conseguenza rigettare il progetto, prende tempo in attesa di chissà cosa…!
Al contrario se la Regione non applica il Piano di Risanamento e Tutela della Qualità dell’Aria e il Piano delle Acque (previsti dall’art 4 del decreto Presidente della Repubblica n. 203/1988 , dalle norme di tutela dell’aria DLgs n 351 del 4 agosto 1999 e dal decreto legislativo 183 del 21 maggio 2004), diventa fuorilegge (in effetti potrebbe già esserlo) e rischia penalmente proprio autorizzando l’inceneritore e criticizzando ulteriormente un’area già abbondantemente compromessa. Non è un caso l’indagine penale tutt’ora in corso.
10) “Io ho il più grande parco impiantistico d’Europa. Io ho impianti di selezione del secco e dell’umido, impianti di biostabilizzazione, impianti di compostaggio, ne ho fatti otto in un anno dell’umido per cui ora parte la raccolta dell’umido, ho investito 80 milioni di euro sulla differenziata”.
“ Se leggi il mio piano dei rifiuti, nella mia parte pubblica obbligo a fuoriuscire dall’idea della discarica o dell’incenerimento e pongo tutto sul riciclo, sulla costruzione delle imprese legate al riuso dei rifiuti”.
“Il piano rifiuti è stato fatto nel 2004, il bando di gara un anno dopo e quando sono diventato Presidente tutti i bandi di gara erano impugnati al Consiglio di Stato, quindi fino a giugno 2006 non ho potuto fare niente. Quando sono uscite le sentenze non potevo fare se non applicare le sentenze”.
“Dopo le sentenze ho fatto la forzatura che i tre impianti di termovalorizzazione pubblica da 120 Mgw, i tre ciclopi di Bari, Brindisi e non ricordo di dove altro avevano dei difetti nelle procedure amministrative su cui io ho fatto leva per cancellarli e gli ho cancellati, io non ho ciclopi, io ho cosette”.
Intanto tutta questa euforia appare del tutto fuori luogo ed immotivata. Sul nostro territorio insiste una grave ed evidente situazione di disastro ambientale, peraltro già evidenziata nei report di Arpa Puglia e che necessita di urgenti misure correttive individuate proprio dalle leggi nazionali e Comunitarie nei “Piani di Risanamento Ambientale”.
Per quanto riguarda i Suoi riferimenti al “piano rifiuti” Le evidenzio alcuni dati pubblici che dimostrano ancora una volta la politica del “predicare bene e razzolare male”: al 31 dicembre 2008 la raccolta differenziata doveva essere pari al 50% e al 2011 il target dovrà essere pari al 60%. Il dato pugliese di raccolta differenziata è pari al 10,6 %! Considerato che l’inceneritore di Modugno sarà al servizio prevalentemente dell’area di Bari osserviamo che il dato di raccolta differenziata di Bari (area provinciale è pari al 12%). Riferita sempre all’area di Bari ed ai rifiuti solidi urbani (RSU), in termini assoluti si registrano (ultimo rapporto ISPRA sui rifiuti), 99.789 tonnellate di raccolta differenziata e 730.815 tonnellate di RSU indifferenziato!
Insomma una Europa richiamata per gli inceneritori… e negata per i limiti che riguardano la raccolta differenziata: target previsto al 50% mentre l’area di Bari è al 12%!!!! à essere pari al 60%.Il dato pugliese di raccolta differnziata è del 10,6%!
Confidando di aver fatto cosa a Lei gradita nell’aver corretto alcune Sue errate convinzioni ed, al fine unico di vedere ristabilita la legalità ed il diritto alla salute pubblica, La invito ad un confronto pubblico chiarificatore dove spero potrà rendersi conto della reale drammatica situazione ambientale.
In attesa di un gradito cenno di riscontro, Le porgo distinti saluti.
Modugno, 17 giugno 2010
Giancarlo Ragnini
Verdi di Modugno
http://www.italiaterranostra.it/?p=5283

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