Gli Inceneritori in Puglia secondo Nichi Vendola

RESET_Inceneritori

di Mauro Miccolis

Qualche giorno fa dalla pagina FB di Nichi Vendola è apparsa la seguente notizia:

Vendola vi informa che in Puglia i termovalorizzatori in costruzione non sono considerati impianti per i rifiuti ma impianti energetici, quindi regolati da leggi comunitarie e nazionali e hanno un impatto ambientale minimo. Io posso avere la massima idiosincrasia per un impianto, ma la responsabilità politica e quella amministrativa sono separate. Non posso ficcare il naso in cose che non sono di mia diretta responsabilità.

Vorrei analizzare con calma queste cinque righe. Prima di tutto chiamare termovalorizzatore un inceneritore è una truffa linguistica, è il primo modo per fregare la gente; cambiare il modo di chiamare le cose per dare a queste ultime una connotazione meno negativa. Chiamando termovalorizzatori gli inceneritori si vuole richiamare alla mente solo la parte positiva del processo di incenerizione dei rifiuti e cioè il calore sprigionato dalla combustine della spazzatura che viene poi trasformato in elettricità. Trascurando volutamente che, dalla combustione dei rifiuti,gli inceneritori emettono diossine e particolato di metalli pesanti, dannosissimi per la salute.

Se volete approfondire la tematica sugli impatti ambientali e sanitari, vi rimando agli studi effettuati dalla Dott.ssa Patrizia Gentilini, stimata epidemiologa italiana. Di seguito un suo breve articolo che potrete trovare illuminante.

https://miccolismauro.wordpress.com/2010/11/29/la-dottoressa-patrizia-gentilini-al-convegno-ecoballe-ecomafie/

Riguardo alla classificazione degli inceneritori secondo la normativa europea Nichi Vendola, o chi per lui, ha trascurato di dirvi che gli inceneritori sono classificati come Industria Insalubre di prima classe, poiché capaci di minacciare i territori ove questi vengono costruiti (e non come impianti energetici).

Quindi arriviamo alla parte conclusiva del messaggio:”Io posso avere la massima idiosincrasia per un impianto, ma la responsabilità politica e quella amministrativa sono separate. Non posso ficcare il naso in cose che non sono di mia diretta responsabilità.”

Questo sopra è un sofismo da Democristiano, per liberarsi dalle proprie responsabilità e delle ripercussioni della propria inattività, e farle fluttuare verso altri enti o persone non ben definite. Io credo che affermare quanto sopra non sia degno di un uomo di stato; io credo che ognuno di noi è responsabile del mondo in cui viviamo, e quindi se notiamo qualcosa di sbagliato abbiamo il dovere civile di fare ogni cosa in nostro potere per cambiarla.Invito Nichi Vendola e voi tutti a riflettere sull’articolo pubblicato sotto

https://miccolismauro.wordpress.com/2009/06/01/lo-stato-e-la-coscienza-individuale-a-einstein/

Ogni uno di noi, nell’ambito della sua sfera d’azione nella vita pubblica e lavorativa, ha il dovere morale di opporsi al compromesso e a tutto ciò che non è eticamente, moralmente e legalmente corretto;anche se così funzionano le cose in Italia; se non iniziamo a dire no, le cose in Italia funzioneranno sempre nella stessa maniera.Uno stato è civile se la larga maggioranza dei suoi componenti si comporta in maniera civile, è la sommatoria di tutte le azioni corrette e civili; girarsi dall’altra parte e dire non è mia responsabilità senza neanche indicare o indirizzare a nessuno è un atteggiamento sbagliato, per non dire colpevole e compiacente.

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