L’Impero dei rifiuti in Puglia inizia a incrinarsi

di Agostino del Vecchio Pubblicato il 10 dicembre, 2010

 

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Bari – L’AZIENDA di proprietà della famiglia del presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, che proprio in Puglia ha un forte ruolo nel ciclo dei rifiuti, è finita sotto l’occhio della magistratura. In particolar modo le indagini si sono concentrate su Carlo Dante Columella, uno dei soci più importanti del gruppo che fa capo alla Marcegaglia, e coinvolto in tre delle sei grandi commesse che il gruppo mantovano si è aggiudicato in Puglia, in qualità di associato al consorzio Cogeam. La società di cui è titolare, la Tradeco, si occupa di smaltimento dell’immondizia da più di venti anni e gestisce alcune discariche tra Bari e Trani. Secondo il pm Desirée Digeronimo, Columella era «il promotore e il fondatore» di un’organizzazione che smaltiva illecitamente rifiuti tossici. Nelle indagini sono stati coinvolti anche l’ex assessore regionale alla Sanità della giunta Vendola, Alberto Tedesco, e l’ex prefetto di Bari Tommaso Blonda (fonte terranews.it).

MAGISTRATURA, MARCEGAGLIA E RIFIUTI IN PUGLIA – Columella, già condannato lo scorso settembre per abusivismo edilizio, è finito sotto inchiesta per la discarica di Grottelline, situata a Spinazzola, in provincia di Barletta, un’area che sorge sui resti di un antico insediamento neolitico. Poco meno più di due settimane fa, la Procura di Trani ne ha disposto il sequestro. Secondo la magistratura all’interno dell’impianto potrebbero essere stati riversati interi container di rifiuti pericolosi, in particolar modo sanitari. La discarica, è gestita dalla Cogeam, il cui 51 per cento è del gruppo Marcegaglia, e da Tradeco. Al momento risultano indagati Antonio Albanese, imprenditore pugliese del settore dei rifiuti, legale rappresentante del consorzio, Carlo Dante Columella e Vincenzo Fiore, che di Tradeco è l’amministratore delegato. L’inchiesta è partita grazie a una testimonianza pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno di un uomo che ha assistito all’interramento dei rifiuti tossici. «Sotto quel movimento terra sono stati sotterrati dei container contenenti rifiuti pericolosi», ha spiegato il testimone, la cui identità è ancora segreta.

INFILTRAZIONI CRIMINALI – Nell’inchiesta della magistratura barese si ipotizzano anche rapporti diretti di Columella con il boss della Sacra Corona Unita di Altamura Biagio Dambrosio, trucidato lo scorso 6 settembre con 33 colpi di pistola. Si ricordi che l’impero dei Marcegaglia in Puglia si estende, tramite il consorzio Cogeam, a tre dei quattro inceneritori presenti in Puglia, l’ultimo dei quali è attualmente in costruzione in località Borgo Tressanti, a pochi km da Cerignola in provincia di Foggia.

NICHI E I RIFIUTI CAMPANI – Nel frattempo non accenna a diminuire l’emergenza rifiuti a Napoli, nonostante i continui mantra diffusi quotidianamente dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nella città e nel suo hinterland sono, infatti, presenti attualmente circa 1800 tonnellate di rifiuti a terra. I primi autocompattatori carichi potrebbero partire in giornata verso la Puglia, secondo quanto previsto dall’accordo siglato dal governatore Nichi Vendola che, non solo si è fatto carico di smaltire una parte (consistente) dei rifiuti campani ma ha anche avviato un sistema di blocco dell’accoglimento di quelli veneti per rispondere alla mancanza di solidarietà di Zaia, avvertendo nel contempo che ”come da impegni col governo, la qualità del rifiuto trattato in Campania dovrà essere al di sopra di ogni sospetto: noi lo verificheremo anche a valle, quando arriveranno in Puglia”.

CONCLUSIONI – La quantità di rifiuti proveniente dalla Campania in Puglia non sarà di poco conto: circa cinquecento tonnellate, quanto basta per consentire di svuotare definitivamente i magazzini degli impianti Stir di Tufino e di Giugliano. Frazione che verrà stoccata, in buona parte, nella provincia di Taranto, una zona già sottoposta, da anni, a forte inquinamento industriale. Una volta giunti nel tacco d’Italia i rifiuti convergerebbero, casualmente, negli interessi dell’azienda di proprietà della famiglia del presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, che proprio in Puglia ha una grossa fetta nella torta del business dei rifiuti. Oltre ai “termovalorizzatori” il gruppo mantovano gestisce, infatti, gli impianti di cdr e le più importanti discariche. Una vicenda questa che desta alcuni sospetti, specie per la rapida disponibilità manifestata della giunta regionale, e che meriterebbe maggiori chiarimenti.

fonte : http://www.statoquotidiano.it/10/12/2010/limpero-dei-rifiuti-in-puglia-inizia-a-incrinarsi/38728//

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