Lizzano in piazza: «Non vogliamo i rifiuti campani»

di ANGELO OCCHINEGRO

LIZZANO – Un fiume di persone, intere famiglie e bambini, ha manifestato ieri per le vie di Lizzano per dire «no» alla puzza e ai veleni che ogni giorno inondano l’aria del paese. Sotto accusa i rifiuti. Quelli che ci sono e quelli che a giorni verranno dalla Campania. E’ stato un corteo pacifico di circa duemila persone (sono venuti anche da Fragagnano, San Marzano, Monteparano e Faggiano) che, nelle prime ore della serata, s’è snodato lungo le vie principali di Lizzano. Nei manifestanti grande compostezza, serenità, ma anche tanta preoccupazione per il proprio futuro, soprattutto quello dei figli. Decine gli striscioni esposti nel piazzale antistante la chiesa San Nicola, da dove il corteo è partito. E sugli striscioni, messaggi, slogan e denunce, alcune delle quali portavano la firma dei bambini della scuola elementare Anna Frank, tra i più esposti all’inquinamento.

La politica sotto tiro. Ecco alcuni messaggi. «Da Vendola a Berlusconi chiacchiere vogliamo la chiusura della discarica Vergine»; «Ricicliamo il sistema»; «Riprendiamoci il futuro»; «Per la nostra terra stop ai rifiuti». La manifestazione portava la firma di numerose associazioni che, prima di sfilare, si sono riunite in assemblea col coordinamento di Attiva Lizzano. Folto l’elenco delle sigle dei movimenti ambientalisti ed ecologisti: Comitato Taranto Libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Corita Taranto, CarosiNO discariche, Comitato Cittadino Antinucleare Maruggio e Sinistra Critica.

Testimonianze di solidarietà e affetto al popolo di Lizzano sono state poi espresse dai cittadini di Faggiano, Monteparano, San Marzano, Grottaglie e Fragagnano. Presenti anche le istituzioni locali con il vice sindaco di Pulsano, il vice sindaco di Faggiano, Ciro Losorbo, e quello di Monteparano, Franco Blasi. Questi ha ribadito la netta contrarietà al provvedimento del presidente della Regione, Nichi Vendola, al quale, appena qualche giorno fa. è stato riproposto l’annoso quesito sull’impianto di captazione di biogas. Ma con gli amministratori locali hanno sfilato anche molti consiglieri di maggioranza e opposizione dei comuni direttamente interessati al problema rifiuti. Per Lizzano c’era il sindaco, Dario Macripò, e gran parte della sua giunta (tra la folla anche l’ex primo cittadino Cavallo), a testimoniare da vicino come l’arrivo dei rifiuti dal Napoletano rischi di mettere a repentaglio la salute di tutti, in particolare dei più piccoli. Di questo, sul sagrato della chiesa, hanno anche parlato diversi giovani, medici e professionisti dei vari movimenti, avvalendosi di alcune immagini e di un brano musicale dialettale molto significativo e ripetuto più volte proprio per rendere ancora più efficace il no ai rifiuti. Per evidenziare la nocività dei cattivi odori prodotti a getto continuo dalla discarica Vergine, una delle più grandi d’Europa, i giovani hanno letto alla gente in piazza diversi elenchi: dalle patologie che possono colpire i bambini di Lizzano (malattie respiratorie, linfomi, neoplasie) al codice deontologico del medico nei passaggi riferiti alla tutela della salute. E ancora: chi guadagna dalla discarica, i politici, divisi in «buoni» e «cattivi», e, infine, il grande dilemma dei lizzanesi: andare via o rimanere a Lizzano? Ma barattare la salute non si può affatto, è stato detto, si tratti del politico senza coscienza o del privato che guarda solo al profitto.

 

fonte : http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=389298&IDCategoria=1

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