Le Forze dell’ordine e la coscienza individuale

di Mauro Miccolis

Voglio iniziare subito dalle conclusioni : Per me chi ha combattuto contro le forze dell’ordine,il 14 Dicembre 2010 a Roma, è un eroe, e chi è andato a difendere il parlamento è un traditore.

Che onore c’è a difendere un parlamento presieduto da criminali latitanti, delinquenti, pregiudicati, bifolchi ignoranti? Nessun onore.

Che giustizia c’è a difendere un parlamento che ruba agli onesti e dona ai ladri? Nessuna giustizia.

Che giustizia c’è a difendere un parlamento che promulga leggi ingiuste, contro la popolazione per sostenere il privilegio di pochi corrotti? Nessuna giustizia.

Sicuramente molti di voi staranno pensando: i poliziotti non avevano alternativa, svolgevano il loro lavoro.E’ facile dire che il poliziotto non può essere considerato responsabile degli atti compiuti sotto la minaccia dell’ordine ricevuto dai superiori, ma questa giustificazione mi ricorda quelle fornite dagli ufficiali delle SS al processo di Norimberga, sono colpevoli alla stessa maniera, per non essersi opposti ad un ordine immorale.La coercizione esterna può in una certa misura ridurre la responsabilità dell’individuo,non mai cancellarla.

“Le istituzioni non hanno valore, in senso morale, quando esse non si fondino sul senso di responsabilità degli esseri viventi.”

Lunga Vita ai Ribelli!!!

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