C’è aria di elezioni Vendola torna ad essere ecologista

Nichi-Vendola7

di Mauro Miccolis

Deve essere sicuramente questo il motivo, altrimenti come conciliare due interventi che vanno assolutamente in direzione opposta, rilasciati a pochi  giorni l’uno dall’altro.

Qualche giorno fa dalla pagina FB di Nichi Vendola è apparsa la seguente notizia:

Vendola vi informa che in Puglia i termovalorizzatori in costruzione non sono considerati impianti per i rifiuti ma impianti energetici, quindi regolati da leggi comunitarie e nazionali e hanno un impatto ambientale minimo. Io posso avere la massima idiosincrasia per un impianto, ma la responsabilità politica e quella amministrativa sono separate. Non posso ficcare il naso in cose che non sono di mia diretta responsabilità.

Ho già ampliamente commentato questa notizia, in uno dei miei post precedenti.

Oggi invece, sulle sue pagine on line e in TV afferma che la vera politica di smaltimento rifiuti è quella che va nella direzione della raccolta differenziata; e che prima dei cittadini, bisogna convincere gli imprenditori (come la sua amica Marcegaglia, che si ostina a voler costruire queste fornaci dispensatrici di veleni; che tra l’altro neanche risolvono il problema dei rifiuti ma lo diminuiscono, per rimandarlo sulle spalle delle generazioni future).

 

http://www.41agenziatv.com/inc/swf/player.swf

 

Sono sinceramente lieto di ascoltare queste parole dal presidente Vendola; parole che io e altri attivisti ambientalisti da mesi invochiamo, contrastati dal dileggio dei sostenitori dello stesso Vendola.

E sui sostenitori di Vendola mi voglio soffermare: a questa notizia, su FB nessun tentennamento, le stesse migliaia di persone che erano d’accordo sull’incenerizione dei rifiuti, oggi sono d’accordo sulla differenziata; per la serie: << Vendola può dire qualsiasi cosa noi lo seguiamo…>>. Questo è un atto di fede; il Vaticano guardi con attenzione a Vendola, apprenda la nuova religione.

E visto che ci siamo, voglio dare un ulteriore consiglio al presidente Nichi Vendola , sicuro di scatenare l’ilarità dei suoi sostenitori.

Il consiglio è questo: Oltre ad avviare la raccolta differenziata porta porta, bisogna incentivare l’industria,magari con una defiscalizzazione, a rivedere il concetto di prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, soffermandosi sullo smaltimento dello stesso a fine vita; finanziare questi studi come ricerca, in modo da iniziare a redigere dei nuovi standard produttivi. E’ questa la carta vincente che potrebbe farci raggiungere l’obiettivo “Rifiuti Zero”, la comunità deve in qualche modo parlare all’industria: se un prodotto non può essere riutilizzato, riciclato o in qualche modo compostato, allora non andrebbe prodotto.

Cordialmente Dott.Ing. Mauro Miccolis

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