Cerignola dice no all’inceneritore Marcegaglia

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di Agostino del Vecchio
Pubblicato il 21 dicembre, 2010

Inceneritore Marcegaglia a Bitonto (Ba) sequestrato nel 2008 dalla magistratura. (Fonte immagine: corrent.com)

Cerignola – TUTTA la Capitanata contro l’avvelenamento dell’aria sovvenzionato da fondi pubblici. Mercoledì 22 dicembre si terrà una manifestazione cittadina per evidenziare la più totale contrarietà di Cerignola (Foggia) all’entrata in funzione dell’impianto del gruppo Marcegaglia in Contrada Paglia, nell’agro di Manfredonia, a 25 km dalla città sipontina (che con la costruzione del nuovo porto vorrebbe rilanciare lo sviluppo turistico della zona), ma a due passi dal territorio di Borgo Tressanti, la più popolosa e importante borgata agricola cerignolana. A tale riguardo si ricordi che l’Unione europea stabilisce che i prodotti agroalimentari (e i loro derivati) nel raggio di 15 Km da un inceneritore non possono avere il marchio Dop o Doc, comportando una perdita economica non indifferente. Istituzioni, scuole, associazioni di categoria, gruppi di volontariato, comitati spontanei in strada ma anche semplici cittadini per dire no al termovalorizzatore, il nuovo termine “politicamente corretto” per definire un inceneritore di rifiuti in grado di recuperare parte del calore, sviluppatosi durante la combustione, per produrre energia elettrica. Processo, però, che porta alla produzione di particelle altamente tossiche come arsenico, mercurio e polveri sottili che possono provocare danni acuti e cronici alla popolazione e, per tale ragione, la loro concentrazione nell’ambiente va costantemente monitorata.
Ci si ritroverà alle 9, in Piazza Duomo. Il corteo si snoderà lungo le vie principali della città. La manifestazione, alla quale sono stati invitati gli amministratori di tutti i comuni direttamente interessati dalla questione, terminerà alle 12 ancora in Piazza Duomo. “L’intento è – si spiega in un comunicato diffuso dal comune di Cerignola – di dare spazio alla società civile, tutto vuole essere, quest’iniziativa, fuorché una passerella per i
politici.” Anche perchè buona parte delle autorità politiche regionali, compreso il presidente della Regione Nichi Vendola, hanno già dato, nelle precedenti conferenze di servizio, il loro assenso alla costruzione dell’impianto di proprietà del gruppo ETA, che fa capo all’attuale presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
“Crediamo che questo sia un primo atto importante di sensibilizzazione per la cittadinanza di Cerignola. E’ importante che la prossima mobilitazione si svolga nella città sipontina, perché il Sindaco Angelo Riccardi ha il potere di revocare l’autorizzazione all’impianto, utilizzando lo strumento dell’autotutela a fini sanitari”, lo sostiene ai microfoni di Stato Giuseppe Dimunno del Comitato spontaneo contro l’inceneritore di Borgo Tressanti – Cerignola. “E’ inutile fare giri di parole, tutti consideriamo un mostro l’impianto del gruppo Marcegaglia – ha affermato il Sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo in un incontro cittadino tenutosi pochi giorni fa– dobbiamo fare e faremo ogni sforzo per bloccare la sua entrata in funzione, verificando la reale correttezza di tutte le procedure seguite dal gruppo industriale per ottenere le autorizzazioni alla realizzazione della struttura.”
E’ un aspetto poco noto ma il trattamento termico dei rifiuti non ne termina il ciclo. Vale a dire che, bruciati a circa 900 gradi in un termo valorizzatore tramite gasolio, i rifiuti non “scompaiono” ma sono ridotti solo di un terzo. Quest’ultima frazione dovrà, a sua volta essere smaltita in una discarica “speciale”. “E’ dal 1999 che questo impianto va in giro per gli uffici della Provincia e della Regione”, continua il portavoce del Comitato. “E non è mai stato ben accolto, a parte quando qualcuno di recente ha cominciato a parlare di incentivi per la coltivazione di biomasse ai produttori della zona, discorso che noi abbiamo voluto stroncare sul nascere. Qualcuno ha investito su questo. Noi, però, ci chiediamo invece come sia possibile che nel 2010 ci troviamo ancora a parlare dei problemi di una Terra meravigliosa, invece che delle sue possibilità legate allo sviluppo del turismo e all’enogastronomia.”
“Da tutt’Italia – aggiunge – ci giungono ormai notizie di progetti di “termovalorizzatori” respinti dal TAR o dalla Magistratura in seguito agli esposti dei Cittadini e dei Comuni coinvolti.” E’ il caso ad, esempio, deltemovalorizzatore a Bitonto (Ba), sempre del gruppo Marcegaglia, sequestrato dall Magistratura nel 2008. Alcune autorizzazioni, in quell’occasione, rilasciante dal Comune di Modugno e dalla Regione Puglia, furono considerate illegittime, altre, invece, non sono mai state richieste. Eppure i lavori per la realizzazione del termovalorizzatore, alla zona industriale di Modugno, erano già cominciati. “Bisogna avviare, al più presto, in tutta la Capitanata, un percorso, che ci porti dalla semplice motivazione del “non nel mio giardino” al discorso della riconversione in un impianto, strategico per tutta la Provincia, di trattamento “a freddo” della parte residua della raccolta dei rifiuti e all’organizzazione di una filiera del recycling.”

a.delvecchio@statoquotidiano.it

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