Video Politici e Fanatismo


di Mauro Miccolis

L’umorismo è l’antidoto contro ogni forma di fanatismo. (Shaftesbury)

Nell’agire umano c’è una tendenza innata alla superstizione, all’autoinganno, che possiamo considerare vere e proprie malattie della psiche. La forma più grave di questo tipo di malattie, che hanno sempre accompagnato la storia dell’umanità, è il fanatismo: l’entusiasmo ne è la manifestazione patologica.

Ho introdotto il concetto di video politico in uno dei miei post precedenti; il video politico oltre ad essere un personaggio famoso, deve essere esso stesso il messaggio, quindi deve avere un aspetto telegenico che buca lo schermo, e deve anche parlare in modo tale da raggiunge il numero massimo possibile di possibili elettori, “i media sentono il bisogno di creare forti personalità con messaggi ambigui […] che consentono ad ogni gruppo di cercare in esso ciò che vuole trovare.” (Fabbrini 1990, p177).

E che quanto sopra è vero, lo potete verificare tutti, analizzando un discorso del vostro video politico del cuore. Un altro aspetto deleterio della video politica, quello veramente responsabile del fanatismo politico, è l’emotivizzazione della politica, la politica e i discorsi politici ridotti ad un groviglio di emozioni. La politica riesce in questo in vari modi : aizzando l’odio raziale, oppure attingendo a storie lacrimose, fingersi vittima di persecuzioni giudiziarie, oppure passeggiando in mezzo ad operai in protesta, o meglio mettendo a tacere le persone che pensano e che vogliono far pensare gli altri.

La cultura dell’immagine imposta dalla televisione, richiede messaggi caldi, che risvegliano le nostre emozioni aizzano i nostri sensi, la politica in televisione richiede pathos.

Il sapere è logos, non è pathos, ma per governare una nazione o una città, non serve pathos; è sul logos che dovremmo misurare i politici.

Quindi, oggi, non è sorprendente vedere in televisione un politico come Renzi che definisce la sua interlocutrice (Patrizia Gentilini, stimata epidemiologa) un’alchimista perché in contraddizione con lui sull’effetto dell’incenerizione dei rifiuti; Renzi sa di poterselo permettere, sa che in televisione, gli studi della dottoressa, e gli anni di ricerca, non hanno nessun valore per i telespettatori. Lui urla e si infervora come un moderno Savonarola, facendo credere ai suoi telespettatori che è lei la pazza, la cialtrona, lui sa; la sua reazione spropositata è la prova visibile.

E come dimenticare l’alterco tra l’Onorevole Casini e il premio Nobel per la Fisica Carlo Rubbia riguardo al Nucleare? Momenti unici, che ci fanno capire sino a che punto arriva l’arroganza dei politici di oggi; c’è qualcosa di medioevale in tutto questo, di primitivo, di malvagio.

Due incompetenti nelle materie di discussione, difronte a due studiosi  di fama mondiale; non potendo controbattere con argomentazioni scientifiche, trasformano il dibattito in una discussione da osteria.

Sia Casini,che Renzi difendevano interessi economici (che minacciano e danneggiano la salute dei cittadini).

Pertanto la politica in televisione fa saltare il delicato equilibrio tra passione e razionalità, trasformando i dibattiti politici in spettacoli il cui unico scopo è ottenere consenso, mai far capire qualcosa ai telespettatori. Ed ovviamente questi meccanismi funzionano, trasformando i sostenitori politici in veri e propri fanatici, in ripetitori di emozioni.

Il fanatico crede più al sentimento che alla ragione. Egli non è sempre mosso dall’odio, anzi, spesso il suo comportamento è motivato dalla convinzione di migliorare il prossimo, di distoglierlo dell’errore. Il fanatico è quasi sempre uno che vuole migliorare il mondo.”

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