BERLUSCONI MAFIOSO?

10 DOMANDE AL CAVALIERE PER NEGARLO

silviopistola

(PADANIA MERCOLEDI 8 LUGLIO 1988)

di Max Parisi

Basta. Basta con questa  indicibile manfrina  messa in piedi dai mezzi di comunicazione di massa sulle vicende giudiziarie specialmente quelle  palermitane di Silvio Berlusconi. E’ arrivata l’ora delle certezze definitive. Di seguito presento al  signor Berlusconi una serie di domande invitandolo pubblicamente a rispondere  nel merito con chiarezza cristallina affinché  una volta  per tutte sia lui in prima persona a dimostrare – se ne è capace – che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare. A scanso dli equivoci e strumentalizzazioni, già da ora – signor Berlusconi – le annuncio che nessuna delle notizie sul suo conto che leggerà in questo articolo è Frutto di “pentimenti”, e nessuna delle domande che le sto per porre si basa o prende spunto anche fosse in modo marginale dalle parole dei cosiddetti “pentiti”.Tutto al contrario, esse si basano su personali indagini, e su documenti amministrativi che in ogni momento – se lo riterrà – potrò inviarle perché si sinceri della propria autenticità. Dopo questo, la prego legga e mi sappia poi dire. Partiamo da lontano, perché da lontano inizia la sua storia imprenditoriale signor Berlusconi.

Primo quesito: lei certamente ricorda che il 26 settembre 1968 la sua società –l’Edilnord Sas – acquistò  dal conte Bonzi l’intera area dove di li a breve lei costruirà il quartiere di Milano2. Lei pagò l’area circa 4.250 lire al metro quadrato, per un totale di oltre 3 miliardi. Questa somma,nel 1968 quando lei aveva appena 32 mimi e nessun patrimonio familiare alle spalle, e di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a 38 miliardi, 739 milioni e spiccioli. Dopo l’acquisto · intendo dire nei mesi successivi – lei aprì un gigantesco quartiere edilizio, il cui costo arriverà a sfiorare 500 milioni al giorno, che in circa 4-5 anni porterà all’edificazione di Milano2 così come è oggi. Ecco la prima Doranda: signor Berlusconi, a lei, quando aveva 32 anni, gli oltre 30 miliardi per comprare l‘area, chi li diede? Inoltre: che garanzie offrì e a chi per ricevere tale ingentissimo credito? In ultimo: il denaro per avviare e portare a conclusione il supercantiere, chi lo fornì a lei? Vede, se lei non chiarisce questi punti. si e autorizzati a credere che le due misteriose finanziarie Svizzere amministrate dall’avvocato di. Lugano Renzo Rezzonico “sue Finanziatrici”. così come altre finanziarie elvetiche che entreranno in scena al suo fianco e che tra poco incontreremo, sono paraventi dietro i quali si sono nascosti soggetti tutt’altro che raccomandabili. Si perché – mi creda signor Berlusconi — nel 1998, oggi, se lei chiarisse una volta per tutte,con nomi e cognomi, chi le prestò tale gigantesca fortuna facendo con questo crollare ogni genere di sospetto e insinuazioni sul suo conto, nessuno e dico nessuno si alzerebbe per criticarla sostenendo che lei operò con capitali sfuggiti per esempio, al fisco italiano e riparati in Svizzera e poi rientrati in Italia grazie alla sua attività imprenditoriale. Sarei il primo ad applaudirla, signor Berlusconi se la realtà fosse questa. Se invece di denaro frutto di attività illecite, si trattasse di risparmi onestamente guadagnati e quindi sottratti dai rispettivi proprietari al fisco assassino italiota che grazie a lei ridiventano  investimenti,lei sarebbe da osannare. Parli,signor Berlusconi, faccia i nomi e il castello di accuse di riciclaggio cadrà di schianto.

Secondo quesito: il 22 maggio 1974 – certamente lo ricorda, signor Berlusconi – la sua società “Edil Nord Centri Residenziali Sas” compì un aumento dl capitale: che così arrivò a 600 milioni (4.8 miliardi di oggi fonte Istat). ll 22 luglio 1975 la  medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti 600 milioni di lire a 2 miliardi (14 miliardi di oggi, fonte Istat). Anche in questo caso,vorrei  sapere da dove, e da chi le sono arrivate queste forti somme di denaro in contanti.

Terzo quesito: il 3 Febbraio 1975, lei fondò un’altra società, la ltalcantieri S.r.l.. il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventa una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. ln seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi e lei farà in modo di emettere anche un prestito obbligazionario per altri 2 miliardi. Signor Berlusconi, anche in questo caso le chiedo: il denaro in contanti per queste forti  operazioni finanziarie, chi glielo diede? Fuori i nomi.

Quarto quesito: lei non può essersi scordato  che il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord cedette alla neo-costituita “Milano2 Spa” tutto il costruito del nuovo quartiere residenziale nel Comune di Segrate battezzato  “Milano2” più alcune aree ancora da edificare di quell’immenso terreno che lei comperò nel 1968 per l’equivalente di più di 32 miliardi in contanti. Tuttavia quel 15 settembre di tanti anni fa, accadde un altro fatto: lei, signor Berlusconi, decise il contemporaneo cambiamento di nome della società acquirente. infatti l’impresa Milano2 Spa iniziò a chiamarsi così proprio da quella data. Il giorno della sua fondazione a Roma, il 16 settembre 1974, la futura Milano2 Spa – come lei senza dubbio rammenta – viceversa rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, “forte” di un capitale di lire 1 (un) milione, il cui amministratore era Marcello Dell‘Utri. Lo stesso Dell‘Utri che lei, signor Berlusconi, sostiene fosse a quell’epoca «un mio semplice segretario personale», Sempre il 15 settembre 1977, quel milione venne portato a 500 e la sede trasferita da Roma a Segrate.Il 19 luglio 1978, i 500 milioni diventeranno 2 miliardi di capitale sociale. Ecco, anche in questo caso, vorrei sapere dove ha preso e chi le ha fornito tanto denaro contante e in base a quali garanzie.

Quinto quesito: signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, certamente ricorda che nacque in due tappe. Partiamo dalla seconda: l‘8 giugno 1978 lei fondò a Roma la “Finanziaria d’investimento S.r.l.“ – in sigla Fininvest – dotandola di un capitale di 20 milioni e di un amministratore che rispondeva al nome di Umberto Previti, padre del noto Cesare di questi tempi grami (per lui). ll 30 giugno 1978 il capitale sociale di questa sua creatura venne portato a 50 milioni, il 7 dicembre 1978 a 18 miliardi, che al valore d‘oggi sarebbero 81 miliardi. 167 milioni e 400 mila lire. In 6 mesi, quindi, lei passò dall’avere avuto in tasca 20 milioni per fondare la Fininvest S.r.l. a Roma, a 18 miliardi. Fra l’altro, come lei certamente ricorda, la società in questo periodo non possedeva alcun dipendente. Nel luglio del 1979 la Fininvest S.r.l., con tutti quei soldi in cassa, venne trasferita a Milano. Poco prima, il 26 gennaio 1979 era stata “fusa“ con un’altra sua società dall’identico nome, signor Berlusconi: la Fininvest Spa di Milano. Questa società fu la prima delle due tappe fondamentali di cui dicevo poc‘anzi alla base dell’edificazione del suo impero, in realtà di milanese aveva ben poco, come lei ben sa, infatti la Fininvest Spa venne anch’essa fondata a Roma il marzo del 1975 come s.r.l., l’11 settembre dello stesso anno trasformata in spa con 2 miliardi di capitale, e quindi trasferita nel capoluogo lombardo. Tutte operazioni, queste, che pensò e decise lei signor Berlusconi. Dopo la fusione, ricorda?, il capitale sociale verrà ulteriormente aumentato a 52 miliardi (al valore dell‘epoca,equivalenti a più di 166 miliardi di oggi, fonte Istat). Bene, fermiamoci qui, Signor Berlusconi, i 17 miliardi e 980 milioni di differenza della Fininvest S.r.l. di Roma (anno 1978) chi glieli fornì? Vorrei conoscere nomi e cognomi di questi suoi munifici amici e anche il contenuto delle garanzie che lei, signor Berlusconi, offrì loro. Lo stesso dicasi per l’aumento, di poco successivo, a 52 miliardi. Naturalmente le chiedo anche notizie sull‘origine dei fondi, altri 2 miliardi, della “gemella” Fininvest Spa di Milano che lei fondò nel 1975, anno pessimo per ciò che attiene al credito bancario e ancor peggio per i fondamentali dell’economia del Paese.

Sesto quesito: lei, signor Berlusconi, almeno una volta in passato tentò di chiarire il motivo dell‘esistenza delle 22 (ma c‘é chi scrive, come Giovanni Ruggeri, autore di “Berlusconi, gli affari del Presidente” siano molte di più, addirittura 38) “Holding Italiane” che detengono tuttora il capitale della Fininvest, esattamente l’elenco che inizia con Holding Italiana Prima e termina con Holding Italiana Ventiduesima. Lei sostenne che la ragione di tale castello societario, sta nell’aver inventato un meccanismo per pagare meno tasse allo stato. Così pure signor Berlusconi, lei ha dichiarato che l’inventore del marchingegno finanziario, che ripeto detiene – sono sue parole – l’intero capitale del gruppo, fu l’Umberto Previti e l’unico scopo per il quale l’inventò consisteva – e consiste tutt’oggi – nel aver abbattuto di una considerevole percentuale le tasse, ovvero il bottino del rapinoso fisco italiota ai suoi danni, con un meccanismo assolutamente legale. Queste, mi corregga se sbaglio, furono le motivazioni che addusse a suo tempo, signor Berlusconi, per spiegarci il motivo per cui il capitale della Fininvest é suddiviso così. E una motivazione, però, che a molti appare quanto meno curiosa, se raffrontata – ad esempio — con l’assetto patrimoniale di un altro big della finanza nazionale, Giovanni Agnelli, che viceversa ha optato da molti anni per una trasparentissima società in accomandita per detenere e definire i propri beni e quote del gruppo Fiat. In sostanza lei signor Berlusconi, ha più volte ribadito che dietro le 22 Holding c’è solo la sua persona e la sua famiglia. Non avrò mai più motivo di dubitare di questa sua affermazione quando lei spiegherà con assoluta chiarezza le ragioni di una sua scelta a dir poco stupefacente. Questa: c’é un indirizzo – a Milano — che lei, signor Berlusconi conosce molto bene. Si tratta di via Sant’Orsola 3, pieno centro cittadino. A. questo indirizzo nel 1978 nacque una società Fiduciaria — ovvero dedita alla gestione di patrimoni altrui – denominata Par.Ma.Fid. A fondarla furono due commercialisti, Roberto Massimo Filippa e Michele Patrizia Natalini. Detto questo, certo rammenta, signor Berlusconi, che importanti quote di diverse delle e suddette 22 Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid.
Esattamente il 10 % della Holding Italiana Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ventunesima e Ventiduesima, più il 49% della Holding Italiana Prima, la quale — in un perfetto gioco di scatole cinesi · a sua volta detiene il 100% del capitale della Holding Italiana Sesta e Settima e il 51% della Holding Italiana Ventiduesima. Vede, signor Berlusconi, dovrebbe chiarirmi per conto di chi la Par.Ma.Fid. gestirà questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio  a questa  società tale immensa fortuna.
Infatti lei che é un attento lettore dei giornali e ha a sua disposizione un attentissimo nonché informatissimo staff di legali e civilisti e penalisti — non può non sapere che la Par.Ma.Fid. é la medesima società fiduciaria che ha gestito esattamente nello stesso periodo — tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss — di area corleonese e non — operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale, e nei sequestri di persona.Quindi signor Berlusconi,a chi finivano gli utili della Fininvest relativi alle quote delle Holding in mano alla Par.Ma.Fid.? Per conto di chi la Par.Ma.Fid. incassava i dividendi e gestiva le quote in suo possesso? Chi erano — mi
passi il termine – i suoi “soci”, signor Berlusconi, nascosti dietro lo schermo anonimo della fiduciaria di via Sant’Orsola civico 37. Capisce che in assenza di una sua precisa quanto chiarificatrice risposta che faccia apparire il volto – o i volti – di coloro che per anni incasseranno fior di quattrini grazie alla Par,Ma.Fid, ovvero alle quote della Fininvest detenute
alla Par.Ma.Fid. non si sa per conto di chi, sono autorizzato a pensare che costoro non fossero estranei all’altro “giro” di clienti contemporaneamente gestiti da questa fiduciaria, clienti i cui nomi rimandano direttamente ai vertici di Cosa Nostra.

Settimo quesito: e universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è “nato col mattone” per poi approdare alla televisione. Proprio sull’edificazione del network TV è incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze tv. Lo scopo · del
tutto evidente – fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicità, che così sarebbe stata “nazionale” e non più locale. La differenza, dal punto di vista dei fatturati pubblicitari,ovviamente era enorme. Fu un piano perfetto. Se non che Adriano Galliani, invece di buttarsi a capofitto nell’acquisto di emittenti al Nord, iniziò dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia S.r.l., che dal 13 novembre 1980 vede nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona al fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi. da imprenditore avveduto qual é, non può non avere preso informazioni all’epoca sui suoi nuovi soci palermitani,personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni. oltre che per la tv.
Infatti Giuseppe Inzaranto,fratello di Antonio nonché suo partner, é marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta. No, sia chiaro. non mi riferisco  al “pentito Buscetta” del 1984. ma al super boss che nel `79 é ancora il braccio destro di Pippo Calò e amico intimo di Stefano Bontade, il capo dei capi della mafia siciliana. Quindi, signor Berlusconi, perché entrò in affari · tramite Adriano Galliani – con gente di questa risma? C‘e da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serietà. infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto – nativa di Misilmeri , appunto – fondo nel 1955 la banca di Piazza dei Mercanti,la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilità sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano – con i Rasini i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali – e di chi – Giuseppe Azzaretto riuscì ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenendo conto che Misilmeri é tutt‘oggi una tragica periferia della peggior Palermo, però che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile. Ora le replico la domanda: si informò sulla ‘“serietà” e la “moralità” dei nuovi soci — il clan Inzaranto — quando  tra il 1979 e l`80 diverranno parte fondante della sua rete tv nazionale?

Ottavo quesito: Certo che a lei signor Berlusconi. il nome della società immobiliare romana Platano non può risultare sconosciuto. E’ impossibile non ricordi che nel 1974 la suddetta, 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri, perché proprio sui terreni di questa società lei darà corso all’iniziativa edilizia denominata Milano3. Così pure ricorderà che nel 1976 L’esiguo capitale di 12 milioni aumenterà  a 500 e che il 12 maggio del 1977 salirà ulteriormente a 1 (un) miliardo, e che cambierà anche la sua denominazione in Cantieri Riuniti Milanesi Spa. Come al solito, vengo subito al dunque: anche in questo  ennesimo caso, chi le fornì, signor Berlusconi, questi forti capitali per aumentare la portata finanziaria di quella che era una modestissima impresa di valore di soli 12 milioni quando la acquistò?

Nono quesito: lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 in Roma fenda l`Immobiliare Idra con  capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo — era il 1978 — aumentò il proprio capitale a 900 milioni. Signor Berlusconi da dove arrivarono gli 899 milioni (4 miliardi e 45 milioni di oggi,da fonte Istat) che fecero la differenza?

Decimo quesito: Signor Berlusconi, lei in più occasioni ha usato, vedi l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come per la finanziaria Par.Ma.Fid, ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. Tenuto conto della potenza dello staff informativo che la circonda, signor Berlusconi mi appare del tutto inverosimile che lei non abbia saputo, circa la Fimo di Chiasso, che é stata per lungo tempo il canale privilegiato di riciclaggio  usato da Giuseppe Lottusi, arrestato ll 15 novembre del 1991 mentre  “esportava” forti capitali della temibile cosca palermitana dei Madonia. Così pure non le sarà sfuggito che Lottusi venne condannato a 20 anni di reclusione per quei reati. Tuttora è in carcere a scontare la pena.Ebbene signor Berlusconi, se quel gangster finì in galera il 15 novembre del ’91 nella primavera del 1992, cioè pochi mesi dopo quel fatto che capeggiò con dovizia di particolari, anche circa la Fimo,sulle prime pagine di tutti i giornali – il suo Milan pagò una forte somma in nero – estero su estero, per la cessione di Gianluigi Lentini, ed usò per la transazione la screditatissima Fimo, fiduciaria di narco trafficanti internazionali, perché Signor Berlusconi? Ecco queste sono le domande, risponda signor Berlusconi. Presto. Come vede nei 10 quesiti non c’è traccia di pentiti, veri o presunti. Se mai c’è il profumo di centinaia di miliardi che tra il 1968 e il 1979 finirono nelle sue mani, signor Berlusconi. E tutt’ora non si sa da dove arrivarono. Poiché, c’è chi l’accusa che quell’oceano di quattrini, provenne dalle casse di Cosa Nostra, e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. E’ un’occasione d’oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che da ora in poi il silenzio non le sarà più consentito, né come imprenditore, né come politico, né come uomo.

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