Le equazioni del Grillo: inesperienza è vantaggio competitivo

Beppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metri

di Mauro Miccolis

Dicono che i giovani candidati 5 Stelle non hanno esperienza? È vero! Non hanno esperienza di come si trucchi un bilancio comunale, come si indebiti un Comune o come si gonfi un appalto. Questa inesperienza è il loro vantaggio competitivo! Vasto 5 Stelle!

La perla di saggezza sopra, compare nella pagina di Facebook di Grillo, come nota ad un’immagine, che dovrebbe pubblicizzare il movimento di Vasto.

Sopra si affermano  due equazioni, che sono state riprese dallo stesso Grillo in più occasioni, per sostenere il candidato del movimento a Milano:

 

incompetenza = onestà

giovinezza = onestà

come se l’onesta fosse l’unica caratteristica necessaria per governare una città o uno stato (ed essere competenti è invece foriero di disonestà). Mi sento in dovere di correggere quanto sopra, perché un giorno, non vorrei salire su un aereo e sentire il pilota dalla cabina che mi dice : “non ho mai guidato un aereo è vero, ma  questo è un pregio,perché per questo motivo sono incapace di fare la cresta sul carburante, e quindi sarò un ottimo pilota….tenetevi forte”.

Un incompetente è un incompetente, non c’è nessun pregio ad essere incompetenti a ricoprire un determinato ruolo; quindi la prima equazione è falsa e si basa su un mito già abbastanza dibattuto e sconfessato : “il mito del buon selvaggio”, cioè sulla convinzione che l’uomo in origine è un animale buono che poi è incattivito dalle costruzioni della società…tra le quali la cultura. Stanley Kubrick, i cui film contengono forti commenti sulla natura umana, rigetta l’idea del buon selvaggio:

L’uomo non è un buon selvaggio, è un cattivo selvaggio. È irrazionale, brutale, timoroso, stupido, incapace di essere oggettivo quando i suoi interessi sono coinvolti – questo, riassumendo. Sono interessato alla brutale e violenta natura dell’uomo perché è una sua vera rappresentazione. E ogni tentativo di creare istituzioni sociali su una falsa visione della natura dell’uomo e probabilmente destinata a fallire. (Stanley Kubrick)

Ma anche la seconda equazione è errata, essere giovani non garantisce di essere onesti (esistono infatti i tribunali e i carceri minorili), nessuna delle due equazioni si basa su fondamenti razionali, le affermazioni di Grillo infatti puntano alla nostra sfera irrazionale che fa il seguente ragionamento errato : i politici oggi sono vecchi e corrotti, allora politici giovani saranno onesti e risolveranno tutti i nostri problemi. E’ falso, è un errore. Non è l’incompetenza e la giovinezza dei candidati che ci garantiranno di uscire dalla crisi.

Mi dispiace dirvi queste cose, sono consapevole di quanto gli italiani detestino la cultura e le persone intelligenti, ma è attraverso la cultura,l’intelligenza e la competenza, unità all’onestà, alla benevolenza, alla predisposizione al bene che si salverà questo paese. Non saranno proclami sfavillanti e comici inflazionati a salvare l’Italia.

Gli Italiani detestano le persone che puntano il dito sugli errori, che li sottolineano, che cercano di far capire. Sono considerate persone  imbronciate, serie, lugubri;  si è molto più indulgenti con chi fa tutto facile, chi ha il sole in tasca, chi semplifica. Forse perché confondono l’incapacità di vedere le cose come stanno, in generosità, entusiasmo, voglia di cambiare le cose in meglio. Mentre chi è obiettivo, sarebbe prigioniero della sua lucidità, solo un vigliacco incapace di vendere un’illusione.

Non è così. Io so che possiamo migliorare il paese in cui viviamo, ma questo richiede sforzo e non risate, competenza e non ignoranza, lucidità e non clamore mediatico.

Ed infine, essere onesti è una condizione necessaria, ma non sufficiente per governare.

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