Maglie. Un altro mega "orco" industriale vuole infestare l’aria incenerendo alghe.

( Copersalento il pestilenziale sansificio-inceneritore che ha portato tanta devastazione sanitaria e ambientale nel cuore del Salento. Ad oggi demolito su fortissima spinta dei cittadini esasperati, ora proprio su questi terreni ancora zeppi di sostanze nocive si vorrebbe edificare un altro inquietante e devastante impianto industriale con una nuova emissione di nocivi fumi ? – Foto La Gazzetta del Mezzogiorno )


ALLARME DEL PD: «UNO STUDIO DI FATTIBILITÀ PER UN IMPIANTO SULLE CENERI DELlA COPERSALENTO»
Dalla sansa alle alghe un futuro di fumi


di Camillo De Donno
Maglie. Come accadeva all’araba fenice, dalle ceneri di Copersalento risorge l’Energeco. Per il gruppo del Pd e molto elevata la probabilità che a Maglie si voglia riprendere l’attività di combustione interrotta con la smobilitazione dell’inceneritore della zona industriale.
La notizia è diventata pubblica per caso. Venerdì in commissione ambiente si discuteva della questione dell’ inquinamento dei terreni intorno all’opificio. Attenzione verso il problema era stata posta dalI o stesso gruppo del Pd che rileva incongruenze tecniche ed amministrative relative alla vicenda diossina. In sostanza, gli esponenti del centrosinistra ritengono che troppo frettolosamente la Provincia abbia revocato la propria ordinanza con cui imponeva a Copersalento le procedure propedeutiche alla bonifica dei suoli.
In sintesi, nel gennaio 2009 ARPA rilevò, nella terra, la presenza di diossine per 128,8 nanogrammi per chilo, quantità eccedente, anche in zona industriale, il limite consentito. Le caratteristiche fisico-chimiche della molecola fanno si che non penetri nel terreno, perciò i campionamenti si eseguono entro i primi dieci centimetri dì profondità. Questa è la regola. Nell’aprile successivo la AsI rilevo diossine nel frumento e constatò che il terreno era stato arato, ipotizzando che le terre fossero state rovesciate ad una profondila di 50 centimetri, e chiese che a quella quota si effettuasse una nuova indagine. L’esito fu nella norma e questo diede spunto a Copersalento per contestare la validità del primo risultato. A seguito del ricorso al Tar da parte di Copersalento, Provincia e ditta concordarono ulteriori analisi (stavolta con campioni prelevati entro i dieci centimetri, siamo ormai nel 2001) che diedero pure risultati buoni per essere il terreno in zona industriale. Da qui la revoca dell’ordinanza della Provincia.
Ciò che il Pd eccepisce è la legittimità amministrativa della procedura adottata dalla Provincia per esentare Copersalento dall’intervento di bonifica e soprattutto la validità scientifica dei risultati ottenuti ad anni di distanza e su un terreno sconvolto e miscelato dalle arature.
Di questo si discuteva in commissione ambiente quando a Salvatore Moscaggiuri (Pd) è venuto in mente dì chiedere se ci fossero novità rispetto all’annunciata ipotesi (vecchia di un anno, si era in campagna elettorale) di insediamento (in area Copersalento) di un’industria per la produzione di alghe. «Abbiamo cosi scoperto- dice Moscaggiuri – che in Comune è depositato da quasi un mese un voluminoso incartamento relativo ad uno studio di fattibilità. Ho capito che dì tutto ciò, a differenza di altri amministratori e dipendenti, nulla sapeva Alberto Corvagliamalgrado sia consigliere di maggioranza e presidente della commissione»,
Per i consiglieri di opposizione in tutto questo c’è puzza di bruciato, sia perchéEnergeco sta già acquisendo terreni tutto intorno all’ex opificio Copersalento, sia perché nello studio dì fattibilità si dice che le alghe (da impiegare in cosmesi e farmaceutica) per crescere avranno bisogno di anidride carbonica. Lo studio non spiega come il gas sarà prodotto, ma tutti sanno che il modo migliore per farlo è bruciare qualcosa. E questo sarà un passaggio politico delicato perché il Consìglio ha deliberato all’unanimità che per i prossimi dieci anni a Maglie non si potrà incenerire.

Fonte: La Gazzetta di Lecce – 08/05/2011

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