Il programma politico di Grillo è stato “dettato” dal principe Filippo d’Edimburgo

filippoedimburgo

di  Claudio Giudici : Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà

3 ottobre 2007 – Il programma politico del simpatizzante nazista Filippo d’Edimburgo [1] è il programma del reverendo anglicano Thomas Malthus, di Bertrand Russell, di Henry Kissinger e di George Soros [2]. Grillo, che ne sia cosciente o meno, lo ha prodotto (scopiazzato?) dimostrando la più completa inconsistenza di fondo dal punto di vista epistemologico.

Le 22 pagine di quel programma presentano fin da subito tutte le lacune tipiche dell’odierna classe dirigente, abbagliata dal dettaglio, incapace di vedere l’interconnessione complessa tra le varie singolarità.

Un programma come quello di Grillo, che ha la pretesa di segnare un punto di svolta nella storia politica italiana, trascura completamente questioni fondamentali in materia di politica economica e di politica estera. In esso non si parla di economia produttiva – perché Grillo è seguace delle teorie genocide sulla decrescita del Latouche – né di lotta a quei fenomeni speculativi che rappresentano il vero cancro del mondo. Ed in esso non si parla neanche dell’idea della cooperazione tra Stati sovrani, come manifestazione prima in campo politico della concezione dell’uomo in termini di homo homini fratres da cui si è venuto scostando il diritto internazionale – per la gioia di Bush, Blair, Padoa Schioppa [3] – ad esplicita onta del Trattato di Westfalia del 1648.

Parte integrante del programma politico di Grillo è infine il contenuto di una lettera che Marco Pannella [4] gli ha mandato. In essa si parla di riduzione della popolazione mondiale di almeno della metà rispetto ai quasi 7 miliardi di persone.

Non è la prima volta che mi imbatto in un’ambientalista la cui soluzione di fondo sfocia nel malthusianesimo [5]. Il principe Filippo d’Edimburgo, da un punto di vista strategico il più noto ambientalista del mondo, nonché fondatore del Wwf, è altresì noto per affermazioni del tipo: “Nel caso in cui mi reincarnassi, mi piacerebbe tornare sottoforma di un virus mortale, in modo da poter contribuire in qualche modo a risolvere il problema della sovrappopolazione[6].

Marco Pannella nella lettera che Beppe Grillo fa propria, riportandola per intero nel suo programma, afferma:“Se non imbocchiamo subito la strada di un “rientro dolce” della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo ad esser travolti dallo tsumani natalista …”.

Questa è la filosofia dei ricchi codardi abituati a credere di essere i padroni del mondo. Senza alcuna base scientifica – nella migliore delle ipotesi ogni dato a cui hanno provato a dare una parvenza di scientificità è stato contraddetto dall’intrinseca capacità umana di aumentare la propria capacità relazionale con l’universo – sciorinano cifre, impongono limiti, ma sempre agli altri, sempre ai più deboli (i posteri che non potranno esserci, i paesi del terzo mondo che non possono progredire perché altrimenti ci fregano la possibilità di mantenere il nostro tenore di vita). 

Tutto è riconducibile alla tradizione malthusiana che con il National Security Study Memorandum 200[7] prodotto dell’ufficio di Henry Kissinger (il documento segreto, datato 1974, viene declassificato nei primi anni ’90) diviene strategia politica ufficiale dell’Impero britannico [8], prima che degli Stati Uniti. Al paragrafo 29 di questo studio, infatti, si parla di “programmi demografici” che portino al raggiungimento dell’obiettivo dei “3 miliardi [di persone] in meno nel 2050”.

Beppe Grillo entra in gioco mentre un po’ tutta la sinarchia ha deciso di staccarsi di dosso il peso della politica. Questa, infatti, esegue troppo lentamente i disegni che l’oligarchia vorrebbe attuare, e che sempre più velocemente si impongono visto l’accelerarsi della crisi finanziaria in corso.

Infatti,  il contesto di fondo in cui l’incompetente classe politica è stata messa nel mezzo è il seguente: trasmissioni di satira che hanno funzionato da apripista per il lancio di inchieste che denunciano la “cattiveria” dei politici (peccato che non ci svelino mai per quali interessi agiscano); l’establishment economico (Montezemolo, ndr) che dal pulpito sferra attacchi alla classe politica; la Lega Nord considerata ancora dai propri aderenti una forza popolare, invoca la discesa nelle piazze. Queste, sono tutte forze che fanno nominalmente capo alla destra italiana. Ed a sinistra? Ecco che arriva Grillo. Ora anche il popolo di sinistra – dopo i fallimenti di Moretti e degli altermondialisti – ha il suo capo popolo per distruggere la “cattiva” classe politica.

Proprio come nel Don Giovanni di Mozart, i villani scambieranno il lacchè di turno, Leporello, per il ben più pericoloso Don Giovanni. Fare fuori Leporello (la classe politica) non servirà a niente se Don Giovanni (l’oligarchia finanziaria) resterà in piedi. E pensare che a consentire un fraintendimento di questo tipo, nell’opera di Mozart fu un villano offeso, il buon Masetto (Beppe Grillo)!

Nel dettaglio, il programma di Grillo propone inevitabilmente qualche soluzione meritevole di essere presa in considerazione, ma a queste affianca altre proposte totalmente inconsistenti. Grillo suggerisce l’incentivo di mezzi di trasporto pubblici, ma a ciò affianca l’“incentivazione alla produzione di automezzi con motori alimentati da biocombustibili”.

Il movimento di LaRouche denunciò circa due anni fa in tutto il mondo come la scelta dei biocombustibili, in particolare l’etanolo, fosse una scelta sciagurata sia perché scientificamente incompetente (visto che il processo produttivo fa sì che si bruci più petrolio rispetto al combustibile prodotto), sia perché da un punto di vista strategico – ciò che più conta – questa nuova moda dell’ambientalismo avrebbe ridotto le scorte alimentari mondiali comportando fenomeni speculativi a danni delle popolazioni più deboli [9]. L’aumento dei prezzi dei prodotti cerealicoli di questi giorni è tutto lì a dimostrare l’esattezza di quella previsione.

Il programma di Grillo critica meritoriamente l’approccio aziendalista alla sanità, ma non crede alla possibilità di una sanità completamente gratuita (“ticket per integrare il finanziamento pubblico”). Non crede a ciò perché di fatto in ambito economico aderisce anche alle teorie monetariste. Crede, proprio come un po’ tutto l’establishment politico-economico, che l’economia sia imperniata sul denaro e sui bilanci e non sul credito nazionale e l’economia fisica (per lui essa andrebbe ridotta).

In ambito economico accenna a poche cose, senza toccare la questione di fondo, quella del credito, quella che è elemento discriminante tra il modo di intendere il ruolo dello Stato nell’economia nella prima fase post-bellica e quella odierna tutta centrata sulle banche centrali e dunque sulle banche private.

Suggerisce tout court di vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale – senza distinguere dunque tra finanziamento delle attività produttive e finanziamento delle attività speculative – e in ambito economico-fisico dice aprioristicamente no all’economia delle grandi opere e dei trasporti su scala mondiale. Grillo dovrebbe riflettere sul fatto che i popoli si sono uniti proprio passando per la creazione di vie di comunicazione comuni che unissero tra di loro i vari principati, le varie signorie, le varie terre. La vicinanza, la facilità di raggiungimento consentita da vie di comunicazione su scala translocale, ha agevolato il dialogo tra i popoli e la loro successiva unità. Tutto ciò non è mai piaciuto all’impero britannico.

Grillo parla poi di allineare le tariffe energetiche a quelle degli altri paesi europei. Come è fattibile ciò se non tagliando il costo del lavoro, e dunque incidendo sui tenori di vita reale dei lavoratori? Grillo sa che l’Italia è un paese senza materie prime? Sa che l’unica produzione energetica con densità di flusso tale da reggere una moderna economia, di cui ogni paese del mondo può dotarsi, è il nucleare? Ha riflettuto sul concetto di free energy, cioè energia libera dall’impiego per usi civili e produttivi, da destinare invece alla sperimentazione ed alla ricerca?

Sull’indipendenza, evidentemente anticostituzionale, di authority e Banca d’Italia, anche qui nessun accenno. Anzi, alle prime suggerisce di riconoscere ancor più potere.

La riduzione del debito poi, per Grillo, deriverebbe dal taglio degli sprechi. Niente di nuovo sotto il sole. La solita solfa rigorista alla Padoa-Schioppa. Con Hamilton, Lincoln, Roosevelt è bene dire che l’unico modo per ridurre costantemente il debito di una nazione è aumentare la sua produttività grazie all’evoluzione tecnologico-scientifica. Dopo un ventennio di tagli alla spesa pubblica, da tagliare restano solo briciole (il debito pubblico italiano è qualcosa di più rispetto alle briciole!).

Ma in merito al sistema a cambi fluttuanti, filo-speculativo e di fatto condizionante la sovranità economico-politica dei popoli, su cui è imperniato l’intero sistema monetario internazionale, non dice niente. In merito all’idrovora speculativa degli hedge funds di cui è divenuta schiava tutta l’economia produttiva mondiale (a parte la Russia) non dice niente.

Grillo non va dunque al centro della questione, ma naviga su un livello di superficie così come tutta la classe politica da lui criticata.

Come accennato all’inizio, la degna conclusione di questo evanescente programma è la lettera di Pannella. Il problema di fondo per Grillo sarebbe che siamo in troppi. Pannella e Grillo sanno quali siano le politiche di “rientro dolce” della popolazione perché si riduca dai quasi 7 miliardi ai 3 miliardi richiesti (non si sa su che base scientifica)?

Grillo e Pannella ben capiranno che se le risorse naturali tendono ad esaurirsi – ma in realtà la natura è caratterizzata da processi viventi che sono tutt’altro che entropici – il problema della relazione tra l’uomo e la natura – che non è solo relativo alla produzione di energia – tornerà a porsi. A quel punto ci riduciamo ad un miliardo e mezzo?

In ogni caso, per serietà politica, Grillo e Pannella devono avere il coraggio di dire quali siano questi metodi di “rientro dolce”. Forse la sterilizzazione coatta, i disincentivi fiscali a chi procrea “troppo”, oppure la guerra batteriologica come suggerito da Bertrand Russell neL’impatto della scienza sulla società.

Negli anni ’60, tanto era il valore della vita umana, gli approcci di un Kennedy o di un La Pira erano diametralmente opposti: una grandealleanza planetaria per rendere vivibili gli altri pianeti dello spazio.

La visione di un Grillo o di un Pannella è viziata da una concezione pessimistica, hobbesiana, della natura umana; quella di un Kennedy o di un La Pira era invece illuminata da una concezione ottimistica della natura umana. L’uomo, se fa l’Uomo, ha tutto il potenziale per opporsi all’entropia del regno inorganico. L’anti-entropia universale è tutta lì pronta ad agevolare il suo compito. Se l’uomo crede di risolvere i propri problemi riducendo la sua capacità d’azione, dunque le sue capacità cognitivo-creative, non ha compreso nella gerarchia universale quale sia il proprio ruolo. Ridurre la presenza umana così come la produzione energetica vuol dire condannare l’umanità alla progressiva distruzione. La visione epistemologica di Grillo ci riporterebbe dritti dritti al medioevo: persone ridotte alla sussistenza, inconsapevoli del fatto di essere chiamate a dialogare con l’universo e non a subirne l’arbitrio. Il Rinascimento che seguì l’epoca buia medioevale ebbe il merito di far riscoprire all’uomo questa sua missione; è in quel momento che la scienza e l’arte divengono strumento per manifestare la capacità ontologica dell’uomo: un progressivo cammino di conoscenza di sé stesso e di ciò che ha intorno a sé.

Rivolgo dunque questo appello a Grillo: Grillo abbandona Latouche (e Filippo) e scopri LaRouche, darai un’autentica via d’uscita all’umanità!

Claudio Giudici


[1] http://www.movisol.org/znews063.htm, 27 settembre 2007. Forse le simpatie nazistoidi del principino Harry non devono essere viste come semplici marachelle di gioventù!

[2] Col suo Quantum Fund Soros gestiva anche i capitali della Corona inglese.

[3] Il Mulino, 1/2006, numero 423, pag, 199.

[4] Pannella accusa anche il nazismo di essere un’ideologia rea di contribuire allo “tsunami natalista”. Pannella dimentica forse che l’intento di Hitler era di ridurre le popolazioni non germaniche per fare posto a quella germanica. La fallace radice epistemologica era dunque la stessa che lui propugna: “Abbiamo bisogno di spazio e per crearcene dobbiamo eliminare l’altro che ce lo occupa, non cercarne di nuovo!”. Dunque per Hitler come per Pannella, la lungimiranza è resa cieca dal fallace primus epistemologico: credere che l’uomo sia essere meramente confinato allo spazio terrestre e della cui vita si possa disporre alla stessa stregua di qualsiasi altro elemento della biosfera.

[5] Nel marzo 2006 assistetti ad un incontro di scienza organizzato dal Comune di Scandicci, dal titolo “Il Benevolo disordine della vita” in cui relatore era il prof. Marcello Buiatti dell’università di Firenze. L’interesse a partecipare a quell’incontro mi fu suscitato dal presentimento che l’oggetto trattato, solo in apparenza ristretto al campo scientifico, avrebbe avuto delle inevitabili ripercussioni in campo socio-politico. Così fu: il prof. Buiatti dopo aver debuttato con l’elogio di Darwin, concludeva con l’apologia maltusiana della riduzione della popolazione mondiale. Da tale incontro ne scaturì una riflessione che inviai al prof. Buiatti – senza riceverne riscontro – il cui titolo era “Critica “benevola” a Il Benevolo Disordine della Vita ovvero il falso problema della sovrappopolazione”. Il testo della lettera è riportato al link http://claudiogiudici.ilcannocchiale.it/?YY=2007&mm=9&dd=26, 26 settembre 2007.

[6] Deutche Presse Agentur, agosto 1988. Altre affermazioni in tal senso sono rintracciabili al link http://www.movisol.org/genocidi.htm, 24 settembre 2007.

[7] http://www.movisol.org/nuc1.htm, 24 settembre 2007. Per ulteriore materiale una velocissima ricerca sul web soddisferà le esigenze dei più interessati all’argomento.

[8] Kissinger stesso si è autodefinito agente della Corona inglese.http://www.larouchepub.com/other/2002/2901_kissinger.html

[9] http://www.movisol.org/etanolo.htm;http://www.movisol.org/etanolo2.htm;http://www.movisol.org/07news009.htm; 26 settembre 2007.

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