Tremonti vara il piano Britannia 2

svendita

di Isabella Buffachi Carlo Marroni (sole 24 Ore 13/09/2011)

A fine mese partirà il processo di dismissione del patrimonio pubblico – Presto sul mercato le utility locali, ma anche terreni,fabbricati,caserme – Incontri con gli investitori nazionali ed esteri, per cedere immobili, concessioni ed spa locali

Questa volta l’incontro non si farà su una nave, ancorata al porto di Civitavecchia. Ma con ogni probabilità nel palazzo di
Via Venti Settembre. Già, perché quello annunciato ieri dal ministro Giulio Tremonti entro fine mese non sarà semplicemente u.n “seminario” sulle dismissioni del patrimonio pubblico, ma una vero e proprio ’Britannia-2’. In questo incontro con i grandi investitori italiani e interazionali e il gotha del sistema bancario e delle Investments banks globali saranno passati in rassegna gli asset pubblici che possono essere valorizzati alienati, partendo dal patrimonio immobiliare fino alle quote azionarie possedute dal Tesoro (e forsanche dalla Cdp) potenzialmente cedibili al mercato: sicuramente quelle delle utilities a livello locale ma per quanto riguarda i colossi ENI (posseduta direttamente dallo Stato al 3,93% e
indirettamente al 26,40% tramite la Cassa depositi e prestiti) ed Enel (posseduta direttamente al 31,24%) – che oggi il Financial Times cita come già inclusi nella lista — resta da vedere se il Tesoro, dopo aver varato da poco un inedito fondo strategico sovrano anche di contrasto all’ingresso non gradito degli stranieri – intenda ora scendere sotto la soglia strategica del 30 per cento che ne assicura il controllo.
Britannia è il nome del panfilo dei reali inglesi passato alla storia italica per aver ospitato nel giugno 1992 la riunione  in cui l’allora direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, illustrò ai grandi investitori internazionali il processo di privatizzazioni che sarebbe partito di li a poco. Le avvisaglie della crisi della lira si facevano già sentire, e bisognava accelerare la vendita di un portafoglio gigantesco, allora racchiuso in Iri, Eni, Ina, Imi.

patrimonio ita

Oggi le società sono state vendute (a parte le quote strategiche per l’interesse nazionale, come Eni , Enel e Finmeccanica, ma resta l’importante patrimonio immobiliare delle utilities locali. Tema quest’ultimo assai delicato per i rapporti con i Comuni e Regioni: con ogni probabilità Tremonti ne ha parlato nell’incontro di ieri cori Umberto Bossi e Roberto Calderoli. Ecco allora lo scopo – spiegano al Tesoro – di questo maxi evento, che raccoglierà a Roma praticamente tutte le principali banche (commerciali e d’affari), compagnie di assicurazioni, fondi di investimento,fondi sovrani e fondi immobiliari naturalmente italiani, ma soprattutto internazionali.

Con un occhio particolare rivolto ai Brics, i giganti dell’economia come Russia, Cina, India, Brasile, ma anche Turchia, Sudafrica e i paesi del Golfo, che beneficiano ancora di un notevole surplus petrolifero. L’obiettivo é preparare con cura l’evento, con lo scopo di arrivare a decisioni concrete, e quindi ’operative’ per il processo di privatizzazione. Gli incassi delle dismissioni  di regola  vengono destinati all’abbattimento delle stock del debito pubblico questa potrebbe diventare un’importante operazione cornplementare all’azzeramento del deficit e all’avanzo primario per velocizzare la discesa del debito/Pil verso quota 100%. Dell’ iniziativa ieri Tremonti – a quanto risulta – ne avrebbe parlato con i vertici della banche incontrati a Milano, nel consuete incontro del lunedì ripreso ieri dopo la pausa estiva. Alla riunione hanno partecipato l’amministratore delegate di Unicredit, Federico Ghizzeni, Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi e di Mps, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, e Fabrizio Palenzona, vice presidente di Unicredit per conto della Fondazione Crt. <<Abbiamo fatto il punto della situazione» e state il commento di Ghizzoni, <<abbiamo parlato della situazione in generale», ha aggiunto Palenzona.

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