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IT_Pforzheimer_Huette

di Mauro Miccolis da http://www.goodplanet.org

Occorrono 100 litri di acqua per ottenere un Kg di patate, 4000 litri d’acqua per ottenere un Kg di riso, e 13000  litri (tredicimila, non è un errore) per ottenere un kg di manzo; per non parlare del petrolio utilizzato nel processo di produzione e il trasporto di queste merci. Oggi la nostra agricoltura dipende dal petrolio, sfama il doppio degli esseri umani presenti sulla terra, ma ha sostituito la varietà con la standardizzazione, ha regalato ad ognuno di noi uno stile di vita insperato, rendendoci però del tutto dipendenti dal petrolio.

Sappiamo che la fine del petrolio è imminente,ma ci rifiutiamo di crederci; e lo stesso discorso vale per ogni risorsa presente sul nostro pianeta, acqua, minerali di ogni tipo,  il 20% della popolazione mondiale consuma l’ 80% dei minerali presenti sulla terra,prima della fine del secolo lo sfruttamento eccessivo avrà esaurito quasi tutte le riserve del pianeta.

Home Viviamo un periodo determinante. Gli scienziati ci dicono che abbiamo 10 anni per cambiare i nostri modi di vita, di evitare d’ esaurire le risorse naturali ed impedire un’evoluzione catastrofica del clima della terra. Occorre che ciascuno partecipi allo sforzo collettivo per sensibilizzare il maggior numero di persone possibile. Ho concepito la pellicola HOME. Per diffondere questa pellicola il più possibile, occorreva che fosse gratuita. Il gruppo PPR, ha permesso che lo sia. EuropaCorp che ne garantisce la distribuzione, s’ è impegnato non a trarre alcun vantaggio perche HOME non ha nessun’ambizione commerciale. Gradisco che questa pellicola diventi anche la vostra pellicola. Condividete la, ed agite. Yann Arthus-Bertrand, Presidente della fondazione GoodPlanet HOME è una pellicola compensata carbonio Per i sottotitoli: http://www.goodplanet.org

 

Non vogliamo capire che quello che la natura ci fornisce si sta esaurendo, o morendo a causa nostra; stiamo distruggendo il ciclo di una vita che ci è stata donata. Il grande fiume Giordano in Israele, ormai è diventato un ruscello,la sua acqua viaggia in tutto il mondo attraverso cassette di frutta e verdura invece di scorrere verso il mar Morto, il cui livello si abbassa di più di un metro all’anno. Questo è il fiume in cui fu battezzato Gesù.

Il caso del fiume Giordano, non è un caso isolato, sul nostro pianeta un grande fiume su dieci non raggiunge più il mare, per parecchi mesi l’anno.

La terra non può resistere,la mancanza d’acqua potrebbe colpire 2 miliardi di persone prima del 2025; in appena 40 anni la più grande foresta pluviale, quella amazzonica, si è ridotta del 20%. La foresta lascia il posto all’allevamento e alla coltivazione della soia, il 95% di questa soia, serve a nutrire le mandrie e il pollame dell’Europa e dell’Asia, e così stiamo trasformando una foresta in carne. Fino a 20 anni fa il Borneo era ricoperta da una folta foresta primaria, con il ritmo dell’attuale deforestazione, rischia di scomparire nell’arco di 10 anni.

Dobbiamo fermarci e riflettere sul cammino che abbiamo intrapreso e su dove questo ci sta portando; la storia dell’Isola di Pasqua, e del popolo Rapa Nui offre documento di quello che potrebbe succederci, se continuiamo con lo sfruttamento dissennato delle risorse del pianeta.L’Isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, grande isola/roccia; in lingua spagnola Isla de Pascua) è un’isola dell’Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile.Situata a 3600 km a ovest delle coste del Cile e 2075 km a est delle isole Pitcairn, è una delle isole abitate più isolate del mondo.

Vivendo nell’isola più appartata del mondo, la popolazione ha sfruttato le risorse, finché non è rimasto più nulla, la sua civiltà non è sopravvissuta; sull’isola di Pasqua, sorgevano le palme più alte del pianeta, ora sono scomparse.I Rapa Nui le hanno abbattute per farne legname,e in seguito il terreno ha subito una vasta erosione.I Rapa Nui non potevano più pescare, perchè non avevano legna per costruire le piroghe; eppure quella dei Rapa Nui è stata una delle civiltà più brillanti del pacifico, abili , scultori, agricoltori, navigatori eccezionali, sono stati stretti dalla morsa della sovrappopolazione, e dell’esaurimento delle risorse, hanno conosciuto la violenza sociale le rivolte e la carestia, molti non sono sopravvissuti al cataclisma che essi stessi avevano creato, consumando di più di quello che la terra offriva, senza dare il tempo alla natura di rigenerarsi.

Il vero mistero dell’Isola di Pasqua, non è come dei grandi blocchi di granito siano giunti sull’isola per poi essere scolpiti, il vero mistero è come non siano riusciti ad evitare il disastro.Personalmente ho qualche idea, mi immagino che i capi villaggio, non volessero rinunciare al loro stile di vita e le ricchezze, e la popolazione soggiogata dai loro sacerdoti, corrotti dai capi villaggio, si siano ostinati ad andare avanti, senza riflettere su quello che accadeva alla loro terra.

Invito tutti i miei lettori, assidui ed occasionali, a guardare questa pellicola e farsi strumento per intensificare la sua diffusione. Aiutatemi a diffondere questo filmato e sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi ambientali che affliggono il nostro pianeta, cerchiamo di accelerare quel processo che ci porterà a tornare in equilibrio con il pianeta, invece che rimanere inermi spettatori della sua fine.

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