A proposito di Equità

IL VIGILE_Sordi

di Mauro Miccolis

L’argomento è vecchio e molto discusso sul web, chi mi legge sa che amo riproporre vecchie discussioni, lo faccio perché credo sia opportuno visti i tempi che corrono.

Mi domando perché nessuno in parlamento e nel governo Monti, non abbia proposto, di ammodernare il sistema sanzionatorio Italiano, in particolare la sezione che prevede la pena pecuniaria, pensando ad un sistema più equo, e che probabilmente porterebbe maggiori introiti nelle casse dello stato: pene pecuniarie proporzionali al reddito.

Le multe servono a punire e dissuadere i cittadini dal perseguire comportamenti che violano l’ordine pubblico; è abbastanza evidente che una multa di 100 euro, ha un peso diverso per chi guadagna solo 1000 euro al mese, rispetto chi ne guadagna 5000.

Per ovviare a questo problema, vari ordinamenti attribuiscono al giudice il potere di adeguare l’importo da pagare al reddito del condannato. Un sistema più sofisticato è quello delle quote giornaliere, adottato da alcuni ordinamenti (Germania, Svezia, Danimarca, Finlandia, Svizzera, Messico ecc.): la pena non è espressa in unità monetarie ma in giorni (o unità) e l’importo da pagare è determinato moltiplicando i giorni (o le unità) inflitti per il reddito medio giornaliero del condannato. Analoghe considerazioni hanno indotto certi ordinamenti, tra cui quello italiano, ad abbandonare o, quantomeno, attenuare la regola secondo la quale, in caso di mancato pagamento della pena pecuniaria, la stessa si converte in pena detentiva, in ragione di un giorno di detenzione per un dato importo.

Secondo me, questa è una riforma, che renderebbe il sistema sanzionatorio più equo e remunerativo per le casse dello stato.

Advertisements