Il Capitalismo Etico di Grillo

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via nexusmoves

"I giornali vivono di finanziamenti pubblici. Falli smettere". Era lo slogan del banner di Kindle sull’homepage di Beppe Grillo.it. Ulp! – esclamai – twittando la citazione a @partitopirata, che ritwittò a sua volta. Era il 27 Marzo 2012 e su Repubblica.it si parlava di "spaccatura sul web e resa dei conti" fra i grillini. Presi un pezzo di legno, vi feci uno smile e infilai 2 chiodi: "c’è molta crisi, molto egoismo per Beppe" – sogghignai.
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Si chiama Capitalismo Etico e si basa sull’aumentare il potere d’acquisto di una merce inserendo un surplus di godimento-etico. Tutti sappiamo che la pubblicità non vende solo una merce ma un surplus: uno status-symbol, un’idea, un’emozione che genera godimento. Con il crollo delle ideologie, si è affermata una nuova ideologia della non-ideologia e con essa un nuovo tipo di surplus. Esso si basa sul principio che si possa essere altruisti acquistando bèni privati. Commercio Equo&Solidale, prodotti bio, collette alimentari e devoluzioni "a sostegno di". Iniziative certo lodevoli che nascondono un particolare: utilizzano come rimedio (il capitalismo) lo stesso sistema che ha causato il problemi (sempre il capitalismo). Il nostro è un godimento al negativo e proprio per questo più efficace del godimento "normale": godiamo della privazione del nostro denaro a fin di bene. Capitalismo Etico.

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Crollato il muro, crebbe la rete. Lo scontro fra due blocchi si è trasformato in un far-web sparatutto da cui fuoriesce una strana melassa fatta di tecnologia, marketing ed etica. Il populismo dilaga.Sotto i grandi flussi pseudo-rivoluzionari, si nascondono altrettanto grandi centri di potere, apparati di controllo e paradigmi di fruizione.

BeppeGrillo.it eGrillorama– che reputo il gran bazaar di Capitalismo Etico – hanno capito l’antifona e stanno correndo ai ripari con il progetto Adagio, che con soli 57 € l’anno (pardòn: "5 € al mese") permetterà agli utenti sostenitori di "fornire nuove chiavi di lettura della realtà per tornare a vivere" acquistando una collana di libri. Si tratta di un self-mocking. Accortosi che la sua utenza usa internet e lo streaming video come unica fonte di informazione, Beppe promuove un "nuovo" paradigma di conoscenza: più lento e profondo. Dove si nascondo isurplus?
1) Il surplus del "Nuovo": "libri straordinari di nuovi autori", "10 nuovi libri in 12 mesi", "segnalare e votare nuovi temi", "nasce per finanziare lo sviluppo del blog http://www.beppegrillo.it con nuovi contenuti e servizi", "Attiva oggi stesso l’offerta e sarai tra i primi a ricevere". Insistere sul concetto di novità, , significa sfruttare il paradigma dell’update tipico della cultura web ed è contraddittorio al concept di Adagio ("come sorseggiare un buon rum invecchiato").
2) Il surplus del "Vero": "Solo la conoscenza ci permette di scegliere.Adagio vuol dar voce a nuovi autori, quasi sempre sconosciuti, spesso emarginati" e "per conoscere la realtà che ci circonda". Il concetto che dietro alla realtà apparente ce ne sia una sconosciuta che solo in pochi possono conoscere e far conoscere, è lo ripeto, alla base dell’ideologia gnostica di cui, film come The Matrix fanno manbassa. Il godimento-surplus deriva dal desiderio di conoscere la vera-realtà. Peccato che lo stesso avveniva con l’ideologia: "la rappresentazione della Relazione Immaginaria fra l’individuo e le sue Reale Condizioni di Esistenza" citando Althusseur. E aggiungo: grafica minimalista, titoli generici ("Democrazia diretta") e omissione degli autori (compaiono solo 3 nomi di cui 1 e lo stesso Grillo), aiutano a rendere i contenuti dei libri come oggettivi o assolutamente-veri.
3) Il surplus del "popolo": i sottoscrittori di Adagio "potranno proporre nuovi temi e votarli, proporsi come autori e integrare i contenuti del libro con proprie note o articoli." Adagio si propone come progetto collettivo e il godimento in vendita è quello di essere parte del "popolo della rete" (un’entità cyber-religiosa a cui spesso Grillo si appella). Peccato che la possibilità di "interagire" sia a pagamento (cioè solo per i sottoscrittori), e molto probabilmente non sarà distribuito sotto licenza libera, ergo sarà una condivisione-etica regolata dal marketing.
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Concludo spendendo due parole su Biagio Simonetta, un degli "autori nuovi" della collana Adagio, autore di "Sicari a Cinque Euro" e "Faide" (non incluso, credo, nella raccolta). Nella sua homepage è presente questo video.

Biagio guarda in camera, dice che il suo "è un racconto dove la finzione non esiste" e ha un look che ricorda vagamente Roberto Saviano.Andando avanti con il video scopriamo che non solo il look ma anche il modo di stare di fronte alla camera è analogo a quello dello scrittore partenopeo: ci racconta pacatamente storie di ‘ndrangheta, mischiando memoria e giornalismo. Legge alcuni passi del suo libro, le immagini diventano in bianco e nero. Poi continua a parlarci, congedandosi con una suggestiva camminata verso il fondo della strada corredata di musica. Il libro rimane visbile per 9 minuti di seguito (dalla lettura al minuto 2:07 sino alla fine). Simonetta ci parla col libro in mano, e il brano che legge è ricco di fiction. "Il 25 Giugno del 2009 a Crotone era una serata afosa. L’estate era arrivata con tutta la sua violenza. I campi di calcetto dell’area urbana erano tutti illuminati dalle luci dei riflettori.Pugni di luce nel buio delle periferie." Sembra l’incipit di un noir o la parodia di Gomorra che – ibridando i generi – almeno cita i nomi degli mafiosi e non solo quelli delle vittime.
Che altro aggiungere? Buona lettura! 😉

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