Come si cambia per non Morire

DIPIETRO COMUNISTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Mauro Miccolis

24 giugno 2011: Come si chiamava suo padre?
«Di Pietro Giuseppe, contadino. Morto a 72 anni cadendo dal trattore. Nel suo portafoglio non c’era mai una lira, ma un’immagine della Madonna di Bisaccia. E due sole tessere. Lui le chiamava “il fascio di grano” e “la Libertàs”. Erano della Coldiretti e della Dc. Non era proprio iscritto al partito: le davano insieme, d’ufficio. Io comunque vengo da lì. Dai cattolici, dai moderati. Ho studiato in seminario. Non sono un uomo di sinistra».

Sabato,9 giugno 2012 Arriva il turno di Di Pietro, e fa il più “comunista” di tutti. Parla del “capitale” e di Gesù (“il primo socialista della storia”): “Sono di sinistra? Non lo so, però se qualcuno dice che lo sono non mi offendo. So solo che le posizioni dell’Idv sono in linea con quanto spiegava Landini…”. Ma il nodo cruciale del suo intervento è una serie di bordate – applauditissime dalla platea – verso il Pd, con Bersani in attento ascolto, prima impassibile e poi visibilmente infastidito. “Gli elettori non hanno bisogno di una foto (cioè la “foto di Vasto”, ndr) ma di una proposta concreta, come ha detto Romano Prodi. Non vogliamo fare scelte suicide ma scelte di campo e chiederemo alla società civile, ai movimenti la forza di portare avanti le nostre idee”.

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