Processo a Togliatti e al PCI : In Italia non c’è mai stata rappresentanza di sinistra

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di Mauro Miccolis

Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti – Eraclito.

Appare sempre più chiaro che in Italia non esiste una rappresentanza politica di sinistra; e tutti si domadano il perchè. In parlamento sono presenti solo partiti di destra, alcuni di questi si ostinano ad usare una retorica di sinistra nei discorsi, ma nei fatti, al momento del voto è chiaro a tutti, che si vota sempre a favore di banche e industria contro i lavoratori. Cosa è successo? Perchè è scomparsa la rappresentanza dei lavoratori? I lavoratori sono la maggioranza assoluta del paese, eppure non hanno alcuna rappresentanza in parlamento, nessuno difende i loro diritti, nessuno si fa portavoce delle loro istanze, dove sono finiti i comunisti?
Me lo sono chiesto anche io molte volte, e quindi ho cercato di indagare sul perchè dell’estinzione della rappresentanza politica dei lavoratori; e la scoperta che ho fatto è orrenda : In Italia non è mai esistito un vero Partito Comunista, il ruolo che ha ricoperto il PCI sin dalla sua fondazione, fu quello di impedire una rivoluzione operaia e il concretizzarsi del socialismo.
Non c’è bisogno di essere degli storici, per cogliere un’imbarazzante doppiezza nella politica Togliattiana, che si può rilevare anche solo consultando Wikipedia; basti pensare all’amnistia del 1946 per i criminali fascisti , a cui Pertini si oppose duramente, e la ratifica dei Patti Lateranensi :
Le giustificazioni di questi due gesti politici, date dagli storici vicini a Togliatti, sono più imbarazzanti del gesto stesso, e sintetizzabili, come una volontà della dirigenza del PCI (e sottolineo volontà della dirigenza, perchè la base dimostrò tutto il suo disappunto e sgomento per degli atti che furono considerati tradimento da parte di Togliatti) di raggiungere una pace sociale e riavviare la costruzione del paese.
Ma la pietra tombale sulla reale volontà rivoluzionaria del PCI, si ebbe in occasione dell’attentato dello stesso Togliatti
Il 14 Luglio 1948 nei pressi di Motecitorio, Palmiro Togliatti viene ferito gravemente da colpi di Arma da fuoco. La società civile si infiammò, le fabbriche vennero occupate e la CGIL proclamò lo sciopero generale; ma con il No secco della dirigenza del PCI all’insurrezione si chiusero definitivamente i sogni di molti militanti. Il rifiuto da parte del PCI di trasformare in rivolta armata lo spontaneo sollevamento delle masse fa emergere potentemente la contraddizione tra il linguaggio massimalista usato per tenere viva la combattività delle masse e la reale volontà di un’azione rivoluzionaria.1
A quanto sopra, potete aggiungere le critiche al PCI rivolte dal partito comunista Jugoslavo, e Cinese.2:

Dopo aver letto la relazione di Togliatti, il discorso conclusivo al decimo Congresso del Partito Comunista Italiano e le tesi del congresso, non si può fare a meno di pensare che egli e alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano si stanno allontanando sempre più dal marxismo-leninismo. Sebbene il compagno Togliatti e alcuni altri abbiano, come al solito, coperto le loro reali posizioni con l’uso di un linguaggio oscuro, ambiguo e scarsamente intellegibile, una volta tolto questo velo sottile, l’essenza delle loro posizioni diviene chiara. Essi nutrono le più grandi illusioni circa l’imperialismo, essi negano il fondamentale antagonismo tra i due sistemi mondiali del socialismo e del capitalismo e il fondamentale antagonismo tra l’oppressore e le nazioni oppresse; in luogo della lotta di classe internazionale e della lotta antimperialista essi sostengono la collaborazione di classe internazionale e la creazione di un “nuovo ordine mondiale”. Essi hanno profonde illusioni circa i capitalisti monopolisti in patria, essi confondono due tipi di dittatura di classe largamente differenti: la dittatura borghese e la dittatura proletaria e predicano il riformismo borghese, o “riforme di struttura” come essi le chiamano, quale sostituto della rivoluzione proletaria. Essi affermano che i principi fondamentali del marxismo-leninismo sono diventati antiquati e manomettono le teorie marxiste-leniniste sull’imperialismo, la guerra e la pace, lo Stato e la rivoluzione, la rivoluzione proletaria e la dittatura proletaria. Essi abbandonano i principi rivoluzionari della prima e della seconda Dichiarazione di Mosca; essi ripudiano le leggi universali della rivoluzione proletaria o, in altre parole, il significato universale della strada della Rivoluzione d’Ottobre e descrivono la “via italiana”, che è l’abbandono della rivoluzione, come una “linea comune per l’intero movimento comunista internazionale”. In ultima analisi, la posizione presa da Togliatti e da alcuni altri dirigenti del Partito Comunista Italiano si condensa in questo: i popoli dei paesi capitalisti non dovrebbero fare la rivoluzione, le nazioni oppresse non dovrebbero condurre lotte per ottenere la liberazione e i popoli del mondo non dovrebbero lottare contro l’imperialismo. In realtà, tutto ciò soddisfa esattamente le esigenze degli imperialisti e dei reazionari. In questo articolo, non ci proponiamo di discutere tutte le nostre divergenze con il compagno Togliatti e alcuni altri compagni del Partito Comunista Italiano. Qui esporremo le nostre vedute solo su alcune delle importanti questioni in discussione.

Risulta evidente, al partito comunista Cinese, il ruolo del PCI in Italia : disattivare la rivoluzione socialista, impedire alle masse dei lavoratori di guidare il paese ed affidarsi alla borghesia italiana per l’attuazione di riforme. I comunisti che seguirono a Togliatti, proseguirono la sua politica concertativa con la borghesia italiana, come ho già avuto modo di far notare.

 


1 :  La guerra non era finita di Francesco Trento edizioni Laterza – il tramonto del doppio binario pag 104

2:  Le divergenze tra il compagno Togliatti e noi (dicembre 1962) – Casa Editrice in lingue estere Pechino

3: I GAP (Gruppi d’Azione Partigiana): erano un gruppo paramilitare che, come altri, riteneva che Togliatti avesse ingannato i partigiani, prima promettendo e lasciando sperare nella Rivoluzione, e poi all’ultimo li avesse traditi, il 22 giugno 1946, bloccando la rivoluzione comunista in Italia
4: Gramsci capi’ che Togliatti lo voleva in carcere di Tamburrano Giuseppe (Corriere della Sera)
5: Contro il revisionista Togliatti di Amedeo Curatoli