CONCERTATIVI SENZA ORCHESTRE

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di Marco Consolandi

Ho partecipato all’assemblea alla Sapienza ieri 11/11 dove era invitato dal comitato per l’organizzazione dello sciopero sociale il signor Landini e alcuni funzionari della FIOM. Chi si aspettava una svolta o una presa di coscienza dei quadri al vertice o funzionari dell’apparato sindacale è rimasto deluso. Chi si aspettava anche solo un impegno chiaro o una piattaforma rivendicativa chiara è rimasto deluso. Dunque da quella assemblea non è uscita neanche una posizione sulla quale inchiodarlo domani, Landini l’anguilla non ha fatto altro che riproporre la filosofia della miseria e la frustrazione di essere stato escluso dal tavolo della trattativa e, considerando la capacità di svendita non sò se dobbiamo rammaricarci di questo. La FIOM parteciperà allo sciopero sociale del 14/11 con il tentativo di metterci il cappello politico sopra (cosa assai difficile visto l’ambiguità e la viscidità dei contenuti dei funzionari parastatali di quell’apparato) e quello che viene fuori dalla vuotezza di contenuti dell’anguilla è la assoluta contraddizione del concertare interessi di lavoratori con quelli dei padroni. Forse molti compagni non se ne sono accorti ho non osano pensare e proporre un percorso rivoluzionario come unico possibile e necessario ma è il fallimentio stesso, la miseria di contenuti dei concertativi socialdemocratici ad indicarci la strada, è l’antagonismo assoluto e totale tra gli interessi delle classi sociali che ci obbliga ad immaginare una società radicalmente diversa da quella attuale dove sovrastrutture non disinteressate quali l’economia politica, il valore di scambio non avranno più nessuna ragione di esistere.