Sono iniziati i saldi di fine stagione degli intellettuali di sinistra – LA SINISTRA IN FONDO A DESTRA

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di Marco Consolandi

La crisi di rappresentanza del sistema dei partiti e dei sindacati, viene affrontata dallo Stato con un dispositivo di controllo ideologico ancora più sofisticato: la cooptazione dei gruppi legalitari e pacifisti, reggimutande istituzionali, all’interno di opportuni collettori attivati ad hoc, ma in forme ultramediate da servizi particolari dello Stato ed anche dei partiti.

Le forme di questa cooptazione: giornali, università, centri studi, case editrici, partitini, organizzazioni politiche tematiche anche extra-parlamentari ecc.
L’essenziale è che questi “personaggi” mentre vengono concretamente inseriti all’interno di circuiti funzionali alla riproduzione del modo di produzione capitalistico, e adeguatamente retribuiti per placare le inquietudini della loro coscienza sono anche in grado di organizzare intorno a se le loro piccole, illuminate e progressiste clientele.
Alle consorterie del potere borghese si affiancano così quelle della piccola borghesia intellettuale che assurge a modello sociale da imitare e riprodurre, e tutte insieme, costano sempre meno di una comunque impossibile integrazione di interi strati sociali.
Negli ultimi anni, questa tecnica, assai sperimentata negli USA, ha ricevuto una discreta attuazione anche nel nostro paese, e chi non si lascia affascinare dalle superficiali apparenze e dalla magia delle parole, troverà nelle cronache di tutti i giorni le conferme che vuole. Riformismo e diritto/umanismo docet.
L’obbiettivo è quello di dispiegare l’azione nefasta di questo dispositivo all’interno degli embrionali movimenti di classe per smorzare a annacquare la loro spinta antagonista. E’ anche vero che il proletariato non è ancora sufficientemente corazzato contro tal genere di operazioni.
La cooptazione integrante è l’ultimo tentativo pacifico della classe dominante di contenere all’interno le spinte antagoniste prima di passare alla repressione.