Aiutiamo il Don Abbondio del PD, firmiamo i Referendum di Civati

civati

di Mauro Miccolis

Chi mi segue su Facebook, sa benissimo che disistimo Civati, come chiunque abbia una tessera del PD; un ragazzo adorabile educato, dai modi gentili ma alla fine dei conti un politico vecchio stile attaccato alla poltrona. Ora che il PD è defunto, e la sua carriera politica probabilmente morta, come quella di tutti i suoi colleghi del PD cerca di rifarsi una verginità politica attaccando apertamente tutto il ciarpame politico prodotto da Renzi con dei referendum.

Conoscendo il personaggio, propone questi Referendum solo per posizionarsi politicamente agli occhi degli elettori; niente pubblicità nessun sostegno mediatico in tv e neanche su internet malgrado uno dei gerarchi del M5S (di Battista) abbia aderito. E’ quindi un’operazione di facciata. Bene, scompigliamo i giochi, sosteniamo i referendum di Civati, diventi da oggi l’evento mediatico su internet.

I primi due quesiti del referendum attaccano l’Italicum, per eliminare capilista bloccati e candidature plurime. Il terzo e il quarto chiedono l’eliminazione delle trivellazioni a mare. Il quinto è contro il decreto Sblocca Italia, che si fonda sulla cementificazione dell’Italia. Il sesto e settimo quesito sono diretti contro il Jobs Act (demansionamenti e licenziamenti illegittimi). L’ottavo, su un punto cardine della riforma della scuola, chiede di abrogare il «potere di chiamata del preside-manager». Questi referendum vorrebbero smontare le leggi chiave del renzismo, per poi ricostruire. Si può firmare in tutti i municipi fino al 30 settembre.

Aiutiamo Civati.