La privatizzazione delle Ferrovie sarà sicuramente un disastro economico e sociale

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di Mauro Miccolis

Prendo spunto da l’ultimo articolo dell’istituto Luce del PD per criticare l’nsimo disastro annunciato ad opera del fascismo finanziario guidato da questo governo di criminali.

Secondo l’esperto di trasporti e professore del Politecnico di Milano, Marco Ponti, è necessaria una revisione radicale della politica ferroviaria italiana

L’istituto Luce inizia l’intervista con il sedicente espertone con questa perla :

Andare sul mercato può favorire l’attrazione di capitali e rendere l’azienda più internazionale e quindi più competitiva? Come giudica questa privatizzazione? 

Lo Stato non ha risorse infinite e una razionalizzazione è necessaria.”

Lo stato non ha risorse, perché una classe politica di ladri criminali ha rinunciato alla propria moneta ed ha deciso di prenderla in prestito da banchieri privati per arricchirli.

La cronaca e i numeri ci hanno insegnato che le privatizzazioni non portano nessun beneficio ,MAI, non c’è nessun caso documentato di un successo.

E’ assolutamente falsa l’idea che le privatizzazioni portino ad un abbassamento dei prezzi; è assolutamente falsa l’idea che le privatizzazioni creino posti di lavoro; è assolutamente falsa l’idea che aumenti la produzione industriale; ma sopratutto è assolutamente falsa l’idea che abbassi il debito pubblico.

Con le privatizzazioni lo stato non fa cassa, va sempre in perdita; chi fa cassa è il ladro che le compra per un piatto di lenticchie, e spesso è colui che ha portato l’ennesimo ladro al governo finanziando la sua campagna elettorale.

La privatizzazione delle ferrovie è già stata operata in diverse nazioni europee, ed è il caso più emblematico del fallimento delle privatizzazioni.

Le ferrovie in Europa sono rimaste per molto tempo principalmente sotto il controllo statale fino a che la Gran Bretagna tentò un esperimento disastroso.

Anche Margaret Thatcher (Sacerdotessa del liberismo europeo) riconobbe che i treni non funzionano in modo efficace al di fuori del settore pubblico. Ma John Major procedette alla loro privatizzazione, nel 1993; i treni, la rete ferroviaria e dei servizi finirono nelle mani di diverse aziende private; così tante, che solo la manutenzione ordinaria era gestita da 2.000 aziende.

La perdita è tragica.

Poichè come è noto, le imprese private puntano al profitto, più che alla qualità e alla sicurezza, puntualmente si verificarono numerosi incidenti.

I tre incidenti più gravi causati dalle privatizzazioni delle ferrovie britanniche costarono 42 vite, e 600 feriti.

Luglio 1984 13 morti e 44 feriti in un deragliamento.

luglio 1986 9 morti e 11 feriti. Un convoglio passeggeri ha investito un furgone su un passaggio a livello a Lockington, Yorkshire.

ottobre 1987 Un convoglio precipita nel Towy River per il crollo di un ponte ferroviario: 4 morti. Stesso mese, 14 feriti nella collisione di due convogli a Forest Gate, Londra.

Novembre 1988 Conducente morto e 18 passeggeri feriti in un deragliamento a St. Helenes.

12 dicembre 1988 35 morti in una collisione verificatasi in un’ora di punta a Clapham Junction.Marzo 1989 5 morti e 90 feriti in una collisione tra due convogli a Purley Station a sud di Londra. Altri 2 morti in un’altra collisione due giorni dopo a Glasgow.

Agosto 1990 Un morto e 35 feriti alla Stafford Station per la collisione di due treni. Altri 2 morti e 240 feriti qualche mese più tardi nella stazione di Cannon Street dove un treno ha sfondato i respingenti. Poco tempo dopo 4 morti e 22 feriti in una collisione di due treni nella Newton Station nei pressi di Glasgow.

Dicembre 1991 Oltre 100 feriti in una collisione tra due treni in un tunnel in direzione di Cardiff.Ottobre 1994 5 morti e 12 feriti in uno scontro frontale nel Kent.

Gennaio 1995 Un morto e 30 feriti in un incidente a Aisgill.

Agosto 1996 Un morto e 69 feriti nella collisione di un convoglio con un treno in sosta nel nodo Watford South Junction nel Hertfordshire.

Settembre 1997 7 morti a bordo di un espresso che ha investito un merci presso Southall.

Giugno 1999 31 feriti sul treno Londra-Glasgow che ha urtato un locale in sosta presso Winsford nel Cheshire.

5 ottobre 1999 40 morti e 160 feriti a Paddington nello scontro frontale di due convogli passeggeri.

Il deragliamento della privatizzazione non solo è costato vite. In un periodo di tre anni, lo stato ha pagato alle imprese sotto forma di sovvenzioni ciò che aveva guadagnato con la svendita delle ferrovie. E il costo per i contribuenti non si è fermato lì.

La Grecia non impara nulla dall’esperienza britannica.

I governi greci stesero il piano di privatizzazione delle ferrovie. Il loro sforzo fu sostenuto dai media: I treni sono lenti, mai in orario, di solito sporchi. Le perdite annuali del gruppo OSE e TRAINOSE sono 1,2 miliardi di euro.

I media presentano le ferrovie greche come il più grande servizio pubblico in perdita in Europa. Ma a chi appartiene questo debito ? (ai greci prima della privatizzazione). Lo stato costringe le ferrovie a prendere in prestito soldi per il suo sviluppo. (prestiti privati)

Decine di milioni di euro sono spesi per linee ferroviarie (privatizzate) che non funzionano. I treni sono affittati a prezzi a cui si potevano acquistare. Lo Stato acquista i treni da Siemens senza avere la rete appropriata per usarli.

Si pagano anche appaltatori per lavori che non vengono mai consegnati. C’è una certa intenzionalità. Disprezzando e degradando la propria ricchezza nazionale l’establishment economico greco, con le calunnie convince l’opinione pubblica greca che forse una società privata è una soluzione di gran lunga migliore per le ferrovie greche. In nome della razionalizzazione, il governo degrada ulteriormente le ferrovie: si riduce il personale a scapito della qualità, aumenti dei prezzi di oltre il 60% e chiude una grande parte delle linee. Soprattutto dalle parti di Argos-Tripoli-Kalamata . Diversi milioni di euro furono investiti, sostanzialmente per peggiorare i servizi.

E oggi non ci sono treni in Grecia. Quando si contabilizzano solo gli utili o le perdite, i sostenitori delle privatizzazioni dimenticano che le ferrovie sono prima di tutto un servizio per i cittadini.

Un servizio pagato da generazioni di contribuenti greci. C’è stato un tempo in cui in Grecia sono stati nazionalizzati debiti privati ma oggi c’è un tentativo di privatizzare il profitto che i cittadini possono godere attraverso i servizi pubblici. Cosa hanno fatto le imprese private che investirono in questo settore al fine di acquistare ad un prezzo molto più basso rispetto al suo valore? Nulla.

Buona privatizzazione a tutti.


Letture consigliate

  1. La distruzione delle ferrovie inglesi, paradigma della “terza via” globalista (Movisol)