Diritti alle coppie omosessuali per distruggere la famiglia e le identità sessuali

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di Mauro Miccolis

La persuasione funziona meglio quando è invisibile. Il marketing più efficace è quello che si fa strada nella nostra coscienza, lasciando intatta la percezione che abbiamo raggiunto le nostre opinioni e fatto le nostre scelte in maniera indipendente

Come sempre il capitale quando vuole ottenere qualcosa di veramente ributtante, come la distruzione della famiglia e dell’identità uomo donna, usa una tecnica che nel mondo informatico può essere paragonata a un Trojan. Nell’ambito della sicurezza informatica, indica un tipo di malware; deve il suo nome al fatto che le sue funzionalità sono nascoste all’interno di un programma apparentemente utile; è dunque l’utente stesso che installando ed eseguendo un certo programma, inconsapevolmente, installa ed esegue anche il codice trojan nascosto.

Insieme  alla lotta per i diritti alle coppie gay, apparentemente utile ( che io personalmente condivido, eccezion fatta per il diritto di affittare uteri o comprare ovuli e spermatozoi o per qualsiasi mercimonio legato alla vita), ci sono mescolati dei messaggi veramente inquietanti che stanno emergendo in questi giorni da parte del think tank che sostiene la lotta ai diritti per le coppie omosessuali.

“La madre non esiste, è un concetto antropologico” 

Gilbert Chesterton disse che il mondo stava andando verso la necessità di affermare la semplice realtà. Diceva “dovremo sguainare le spade per affermare che l’erba è verde”.

George Orwell in 1984 profetizzava :

“Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l’eresia delle eresie.Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero ucciso se l’aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro. In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?”
Dopo aver preso atto di ciò, Winston è spinto a scrivere sul suo diario:
“Le pietre sono dure, l’acqua è bagnata e gli oggetti lasciati senza sostegno cadono verso il centro della Terra. Con l’impressione di rivolgersi a O’Brien e con la convinzione di formulare un importante assioma, scrisse: 

Libertà è la libertà di dire due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente”

Il progressivo smantellamento di una società patriarcale ha prodotto una donna mascolinizzata e un uomo svrilizzato, dunque femminilizzato, perfettamente interscambiabili tra loro. Se prima infatti le rivendicazioni sull’uguaglianza dei sessi erano di carattere giuridico ed economico, di conseguenza ragionevoli e legittime, queste sono diventate di carattere antropologico. Sembrerebbe così disegnarsi all’orizzonte una figura nuova: l’essere umano unisex. Perché dove c’è convergenza delle identità sessuali c’è di conseguenza annullamento. Il maschile e il femminile si cancellano a vantaggio di un ibrido modello androgino in una società artificiale e post-umana. Lo stesso Alain De Benoist ne La femminilizzazione dell’Occidente aveva scritto in relazione al rapporto tra i sessi:  “la Modernità tende a sopprimere le differenze, di qualsiasi natura, a vantaggio di un modello omogeneo. Tale omogeneità risponde in primo luogo alle esigenze del capitale, cui occorre trasformare l’esistenza quotidiana in un immenso mercato, dove desideri e bisogni si somigliano”.


 

  1. La femminilizzazione delle elitè di Alain De Benoist
  2. SVIRILIZZATI E FEMMINILIZZATI. L’OCCIDENTE DENUNCIATO DA ERIC ZEMMOUR
  3. Contro la Teoria Gender di Alaind De Benoist
  4. IL CAPITALISMO ORA VUOLE CANCELLARE LE IDENTITÀ SESSUALI di Fabrizio Marchi